Avrò cura di te: quando le storie insegnano a prendersi cura

Sabato 18 ottobre, alla Biblioteca Civica Alda Merini di Montegrotto Terme, si è tenuto un incontro formativo organizzato dai Centri per l’Affido e la Solidarietà Familiare di Padova e provincia: un pomeriggio intenso, dedicato a una parola preziosa: cura.

Qui ha portato la propria testimonianza e sensibilità l’illustratrice Nicoletta Bertelle, che con la sua dolcezza e la sua profondità ha saputo toccare corde intime e universali.

Con il suo albo Avrò cura di te (Camelozampa) che, come ci ha spiegato, è frutto di un incontro e di un’intuizione condivisa con Maria Loretta Giraldo, Nicoletta ci ha accompagnati tra rami e radici, dove la cura diventa gesto quotidiano e atto d’amore. Un libro che ha viaggiato lontano, tradotto in ben 16 Paesi e che continua a ricordarci quanto sia importante prendersi cura del nostro “io bambino” e che la cura non è un atto facoltativo, ma una necessità profonda:

Durante l’incontro si è parlato anche di lettura, ispirandosi ad Aidan Chambers e al suo Il lettore infinito : la lettura è un seme da piantare e accompagnare con costanza, perché non nasciamo lettori, ma lo diventiamo insieme a chi ci legge.

E così, tra pagine, sorrisi e riflessioni, Nicoletta ha condiviso altri suoi libri: Prova a dire abracadabra (Camelozampa), Uguali ma diversi (Gribaudo) e l’ultimo arrivato, Chiudo gli occhi e sono (Storiedichi Edizioni), proponendoci una lettura animata che ha emozionato tutti con la sua dolce forza evocativa.

Tutti gli uccellini hanno imparato a volare. Tutti tranne uno: il piccolo gufo proprio non ce la fa! Eppure è facile, gli spiegano tutti: basta dire “Abracadabra” e… provare e riprovare, tante volte, finché non si riesce… SENZA SCORAGGIARSI! 

C’erano una volta un quadrato, un rettangolo e un triangolo. Se ne stavano là, immobili, ognuno convinto di avere la forma perfetta. Ma un giorno arrivò un cerchio che, saltellando e rotolando, si unì a loro. «E questo chi è?» si chiesero gli altri, preoccupati. «Da dove viene? E cosa vuole?»

Grazie, Nicoletta, per aver ricordato che la cura e la lettura vanno di pari passo: entrambe richiedono tempo, presenza e cuore.

E grazie a chi, attraverso i libri, continua a coltivare umanità.



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