L’Orecchio


Svegliandosi una mattina, l’Orecchio si accorse di essere rimasto solo.
La testa con cui aveva vissuto per tutta la vita non c’era più.
Era scomparsa.


Ci sono libri che arrivano nel momento giusto, quasi in punta di piedi, ma con parole e immagini capaci di risuonare in profondità. L’Orecchio di Piret Raud, in uscita per uovonero proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Ascolto, il 21 ottobre, è uno di quei libri.

Un albo che parla dell’importanza di saper ascoltare davvero, con empatia e presenza; un tema che, per me, in questi mesi ha assunto un significato ancora più personale e profondo, dopo alcuni eventi che mi hanno toccata da vicino.

Forse per questo la storia di un orecchio smarrito, alla ricerca del suo posto nel mondo, mi ha colpita così tanto: perché ricorda a ciascuno di noi quanto l’ascolto possa diventare un ponte invisibile, capace di unire ciò che sembrava distante.

Piret Raud è una delle autrici estoni più amate e riconosciute a livello internazionale e con il suo stile inconfondibile ci accompagna in un viaggio poetico e un po’ folle tra ascolto, identità e amicizia.

Smarrito e un po’ disperato, l’Orecchio incontra una rana dalla voce rauca e sgraziata, desiderosa di cantare per qualcuno. Ed è proprio in quel momento che scopre di avere un dono: la capacità di ascoltare davvero. Ascoltare, nel senso più profondo, diventa il suo modo di prendersi cura degli altri e di sé.

Da quel giorno, una lunga fila di creature bizzarre e malinconiche, un elefante nostalgico, una lepre golosa, e molti altri, vorranno confidarsi con il “miglior ascoltatore di tutto il regno”.

Il risultato è un albo che intreccia ironia e malinconia, con rimandi alla pittura, all’arte e al sogno. Non è un caso che tra le pagine compaiano echi di Vincent Van Gogh: il celebre artista che, in un impeto di rabbia e dolore, tagliò il proprio orecchio. In L’Orecchio, l’episodio diventa ispirazione e simbolo: quello di un frammento che cerca se stesso e il proprio posto nel mondo.

«Raud utilizza un approccio creativo alla realtà: nei suoi surreali disegni l’autrice semplifica i dettagli […] proprio come farebbe un bambino, ma riesce allo stesso tempo a essere precisa ed elaborata. Le sue tavole sono un piacere da osservare per gli adulti e per i bambini, e incoraggiano i più piccoli a utilizzare la loro creatività.»

EstonianWorld.com

Con il suo tratto pulito e poetico, Piret Raud ci regala un universo visivo ricco di geometrie eleganti, animali buffi e panorami che sembrano usciti da un sogno. Un albo da leggere e osservare, che parla al cuore e all’immaginazione.

L’Orecchio che vaga da solo sembra quasi fare eco al celebre Naso di Gogol’, un altro protagonista smarrito e surreale in cerca della propria identità.

Come nel racconto dello scrittore russo, anche qui realtà e assurdo si intrecciano con grazia, dando vita a un mondo visionario dove ogni dettaglio illustrato invita a osservare, sorridere e riflettere.

«Questo elegante illustrato di Raud è una raffinata allegoria di come essere ascoltatori attenti e premurosi possa essere una qualità di grande aiuto per sé stessi oltre che per il prossimo.»

Sunday Times

Perché leggerlo: perché ci ricorda, con dolcezza e ironia, che saper ascoltare è un atto di generosità e di presenza. L’Orecchio insegna ai bambini e agli adulti che a volte non serve “dire” per capire o aiutare: basta essere lì, aperti e attenti.


Titolo: L’orecchio
Autore: Piret Raud (testo ed illustrazioni) – Daniele Monticelli (traduzione)
https://www.instagram.com/piretpraud/
Editore: uovonero – Collana I geodi – sito internet: http://www.uovonero.com
https://www.facebook.com/@uovoneroedizionihttps://www.instagram.com/uovoneroedizioni/
Anno di pubblicazione: 2025
Categoria: Albi illustrati
Età consigliata: Dai 4 anni


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