
Fulvia Degl’Innocenti è una delle voci più rappresentative della letteratura per ragazzi in Italia. Nata a La Spezia e laureata in Pedagogia, si è specializzata in giornalismo e ha collaborato prima come free lance per diverse testate, tra cui Il Corriere della Sera, Focus, Avvenire, la Rai. Poi, dopo 21 anni nella redazione del settimanale per ragazzi Il Giornalino, dal 2016 lavora nella redazione di Famiglia Cristiana. Dirige la collana di narrativa Il parco delle storie delle Edizioni Paoline ed è tra i soci fondatori di ICWA (Associazione Italiana degli Scrittori per Ragazzi), di cui è stata a lungo presidente.
Autrice prolifica, ha pubblicato oltre 150 libri che spaziano dai romanzi agli albi illustrati, molti dei quali tradotti in oltre trenta paesi. È una narratrice che ama esplorare storie inedite e temi profondi. Tra i suoi libri più amati, Io, Titanic, un racconto intenso che dà voce alla nave più famosa della storia.
Fulvia, come nasce il tuo amore per le storie e quando hai capito che volevi diventare una scrittrice per ragazzi?
L’amore per le storie nasce da bambina. Ero una lettrice onnivora, anche perché libri in casa non ce n’erano (la mia era una famiglia povera, mamma casalinga con la quinta elementare e padre operaio) e ogni volta che ne intercettavo uno mi ci avventavo come un cacciatore su una preda e leggevo e rileggevo i pochi che avevo a disposizione. Già a dieci anni ho sentito il desiderio di scrivere storie mie, poi ho perseguito la strada remunerativamente più sicura di giornalista. Il mondo dell’infanzia mi è sempre stato familiare, perché ho studiato da maestra e ho anche insegnato per alcuni anni, e una volta assunta in un giornale per ragazzi ho ripreso in mano il proposito di scrivere storie ed è nato il mio primo libro per bambini, La danza delle carote, nel 1998.


(collana Diritto & rovescio – Storie Cucite)
Hai lavorato per oltre vent’anni a Il Giornalino. In che modo questa esperienza ha influenzato il tuo stile narrativo e la tua capacità di dialogare con i più giovani?
Il vantaggio di lavorare in un giornale per ragazzi è stato d un lato quello di interagire con loro costantemente attraverso le diverse rubriche di posta che curavo, e dall’altro di leggere tantissima letteratura contemporanea, dovendo poi scegliere i libri da recensire. Diciamo che non scrivo per ragazzi a caso, ma perché credo di conoscerli bene.
Parliamo di Io, Titanic del quale ti dichiari essere particolarmente fiera. È un libro intenso e poetico che racconta la tragica storia del Titanic da una prospettiva inusuale e suggestiva: quella della nave stessa. La voce narrante del transatlantico guida il lettore in un viaggio attraverso la sua costruzione, il suo maestoso viaggio inaugurale e l’inevitabile naufragio, regalando uno sguardo unico sulle vite dei passeggeri e sull’arroganza umana che ne decretò il destino. Come ti è venuta l’idea di questo approccio narrativo e quale messaggio speri che i lettori colgano?

Lavorando in un giornale si ha sempre un occhio verso gli anniversari futuri per programmare servizi commemorativi. Così nel 2011 realizzai che l’anno successivo sarebbero stati i cento anni dal naufragio del Titanic. Una storia che mi aveva sempre molto affascinato. Così ho pensato che mi sarebbe piaciuto proporre un mio testo per ragazzi su questa vicenda, e ho immaginato una chiave diversa, cioè far parlare la nave stessa come fosse una persona. Dopo aver trovato l’editore interessato al progetto, ho intuito che l’illustratrice più adatta fosse Sonia Maria Luce Possentini, all’epoca non ancora così conosciuta. Il risultato è stato un albo per tutti, perché la vicenda in forma poetica e così illustrata è apprezzata dai ragazzi e anche dagli adulti e a distanza di tanti anni continua a essere usato nelle scuole. Il mio messaggio di fondo, al di là del fatto di cronaca, è che ora come allora i poveri della terra si imbarcano pieni di speranza per poi spesso perdere la vita in mare. E che l’uomo, nel suo desiderio folle di sfidare la natura, spesso scatena catastrofi.



Il tuo lavoro ti porta spesso a incontrare ragazzi in biblioteche, scuole e festival. Qual è l’aspetto più gratificante di questi incontri e come ti approcci per coinvolgerli nelle storie?
Negli incontri cerco di trasmettere ai bambini e ragazzi che la passione, il desiderio di mettere a frutto in propri talenti, è la molla per orientare il proprio futuro. Racconto le mie di passioni, ma li invito a trovare le loro, qualsiasi esse siano. perché non esiste successo più grande di fare ciò che ci fa stare bene. Un altro momento magico è quando leggo loro un capitolo di un libro o un albo: tutti si zittiscono, anche quelli prima distratti e per nulla interessati all’incontro con l’autore: e la storia trasforma l’atmosfera di una palestra, di un auditorium, porta intere scolaresche, sia di bambini di 5 anni sia di adolescenti, in un luogo sospeso. E per me la soddisfazione più grande è accendere il desiderio di continuare a leggere storie, per riprodurre quella magia.
Le tue pubblicazioni spaziano tra generi e temi diversi: albi illustrati per i più piccoli, romanzi, libri di divulgazione, opere a tematica religiosa e, più di recente, numerose biografie. Hai affrontato argomenti che vanno dall’ecologia alla storia, fino a temi intensi come dipendenze e depressione. Quale filo conduttore unisce tutte le tue opere?
Forse che la vita di tutti è un sali scendi di momenti belli e altri difficili, e che occorre trovare in noi e nel sostegno degli altri, le risorse per rialzarsi e andare avanti.
Il gatto di Babbo Natale intreccia la magia delle festività con la presenza affettuosa di un gatto e il calore di un legame speciale, prima con Babbo Natale e poi con un nuovo padroncino, che gli regalerà la vita avventurosa che ha sempre sognato. Come hai bilanciato la tradizione natalizia con l’originalità della trama? Qual è il messaggio principale che desideri trasmettere ai piccoli lettori attraverso questa storia?

Amo molto giocare con i tipici personaggi delle tradizioni natalizie per creare storie mie. Avendo due gatte, mi è venuto facile immaginare il mio Rufus, in bilico tra la pigrizia tipica dei gatti e il loro spirito felino intraprendente e curioso. Non avevo in mente un messaggio preciso, ma ci si può leggere il desiderio di ogni cucciolo d’uomo di staccarsi dal nucleo confortevole della famiglia per trovare una propria strada e che anche il padrone/genitore più amorevole a un certo punto deve lasciar andare il suo cucciolo.


Leggi la nostra recensione del libro “Il gatto di Babbo Natale” qui: https://sunflowersroad.com/il-gatto-di-babbo-natale/
Dal 2005 curi la direzione della collana narrativa Il parco delle storie per le Edizioni Paoline, una raccolta di titoli per bambini e ragazzi pensata per avvicinare i giovani lettori al mondo dei libri in modo giocoso e coinvolgente. Un progetto ideato anche per fornire agli insegnanti strumenti preziosi da integrare nei percorsi didattici. Qual è il processo che segui per scegliere le storie e gli illustratori più adatti?
Innanzitutto, è una collana solo di autori e illustratori italiani. Sono storie avvincenti, da leggere indipendentemente dal messaggio che veicolano, perché i libri hanno lo scopo primario di regalare momenti piacevoli. Poi, c’è sempre un tema di fondo che può essere sviluppato a scuola, da eventi storici importanti a temi della crescita, a problematiche della società. E di volta in volta cerco l’illustratore con lo stile più adatto al tipo di storia. Spesso ho sperimentato giovani illustratori e anche accolto storie di scrittori esordienti. È un continuo lavoro di scouting.
Se dovessi scegliere un personaggio dei tuoi libri con cui prendere un caffè o una cioccolata calda, chi sarebbe e perché?
Di sicuro la mia libraia, la protagonista del romanzo omonimo, che è il mio tributo al ruolo dei libri per salvarci la vita.

L’associazione ICWA (Italian Children’s Writers Association) riunisce scrittori italiani per ragazzi, aspiranti autori, esordienti e appassionati di letteratura per l’infanzia. Promuove la lettura tra bambini e ragazzi attraverso iniziative rivolte a docenti, studenti, biblioteche e istituzioni, operando nell’ambito della letteratura e delle tematiche culturali connesse. Come vedi il futuro della letteratura per ragazzi in Italia e cosa vorresti cambiare o migliorare?
Discorso molto lungo: vorrei che ci fosse meno improvvisazione e che scrivere libri per ragazzi diventasse sempre di più il punto di arrivo di un percorso di studio, di conoscenza della letteratura, di autentico rispetto per il pubblico. Vorrei che la lettura nelle scuole diventasse centrale e non solo un accessorio. Vorrei che il corpo docente fosse formato nella letteratura per ragazzi contemporanea. Vorrei meno star system intorno ai progetti di educazione alla lettura.
Se potessi raccontare una storia alla Fulvia bambina, quale sarebbe? E quale consiglio vorresti darle per il suo futuro?
La Fulvia bambina avrebbe bisogno di una storia che la faccia sentire amata e desiderata, che la faccia sentire ancora un po’ bambina e non già una piccola adulta. Ne scriverei una apposta per lei, anzi, chissà che non lo faccia davvero.
Ringraziamo Fulvia e vi invitiamo a seguirla visitando:
il sito internet: https://fulviadeglinnocenti.wordpress.com/
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Ringraziamo Sara Benecino
http://www.benecino.com/
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Ringraziamo Sonia Maria Luce Possentini
https://www.instagram.com/soniamarialucepossentini/
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Ringraziamo Daniela Costa
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ICWA (Italian Children’s Writers Association)
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Ringraziamo Storie Cucite
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Ringraziamo Il Gioco Di Leggere
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Ringraziamo la Margherita Edizioni
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Ringraziamo San Paolo Edizioni
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Leggi la nostra recensione del libro “Il gatto di Babbo Natale” qui: https://sunflowersroad.com/il-gatto-di-babbo-natale/

