Quando le parole cambiano significato e il mondo si apre a nuove possibilità.

IN LIBRERIA DAL 28 AGOSTO 2026
Ci sono libri per bambini che raccontano una storia. E poi ci sono libri che, quasi senza farsi notare, cambiano il modo in cui guardiamo le cose.
Voce del verbo di Carolina Zanier appartiene decisamente alla seconda categoria.
In libreria dal 28 agosto per Camelozampa, nella collana Aperture dedicata agli albi fotografici per l’infanzia, questo nuovo libro parte da qualcosa che utilizziamo ogni giorno, spesso senza nemmeno pensarci: le parole. Più precisamente, i verbi. Quelle parole che sembrano avere un significato preciso, quasi definitivo, e che invece possono sorprendentemente aprirsi, cambiare direzione, assumere sfumature completamente diverse.
È proprio qui che Carolina Zanier compie una piccola magia.
Colpire… una palla da calcio.
Aggredire… una golosa ciambella glassata.
Manipolare… la creta per farne un bel vasetto.
Letti così, i verbi sembrano quasi aggressivi. Ci portano immediatamente verso qualcosa di duro, di violento, di negativo. Ma basta accostare quelle parole a un’immagine inattesa perché tutto cambi.
Ed è questo il gioco meraviglioso di Voce del verbo: farci inciampare nel significato più immediato e poi accompagnarci, con delicatezza, verso un’altra possibilità.
Catturare può significare fare prigioniero qualcuno, certo. Ma può anche voler dire catturare la luce.
Distruggere può evocare qualcosa di terribile, ma può diventare anche il gesto allegro con cui si rompe una pignatta per poi condividere ciò che contiene.
Combattere può richiamare lo scontro, la guerra, la forza contro qualcuno. E invece può raccontare anche l’incredibile ostinazione dell’erba che riesce a crescere persino nelle crepe dell’asfalto.
Da mamma, trovo questa idea bellissima. Perché insegna qualcosa che va ben oltre il lessico.
Insegna che non sempre le cose sono come sembrano al primo sguardo.
E forse è proprio questa una delle lezioni più importanti che possiamo offrire ai bambini: imparare a non fermarsi alla prima interpretazione, avere il coraggio di cambiare prospettiva, cercare un significato diverso, più ampio, più curioso.


Le fotografie hanno in questo senso un ruolo fondamentale. Non sono semplici illustrazioni che accompagnano il testo: sono loro a ribaltare il senso delle parole. Il linguaggio verbale e quello visivo entrano in dialogo e, pagina dopo pagina, ci costringono quasi a fare un piccolo esercizio mentale.
Leggo una parola.
Mi costruisco un’immagine.
Poi giro pagina.
E quella parola improvvisamente non è più la stessa.
“Credo che un autentico cambiamento possa nascere proprio dalle parole che scegliamo e dal linguaggio con cui, ogni giorno, diamo forma ai nostri pensieri e alle nostre relazioni. È lì che può prendere vita una vera educazione civica: non solo nelle regole che impariamo, ma nel modo in cui impariamo a parlare gli uni agli altri.“
L’autrice in un’intervista per Camelozampa
È un albo che invita a fermarsi, osservare, discutere. E proprio per questo trovo che possa funzionare benissimo anche nella lettura condivisa, a scuola come a casa. Perché ogni verbo può diventare l’inizio di una conversazione: “Tu che cosa pensi quando senti questa parola?”, “Può significare anche qualcos’altro?”, “Ti viene in mente un’immagine diversa?”.
E da una semplice domanda può nascere un mondo.
Anche la scelta del formato è particolarmente interessante: il libro si sfoglia in verticale, quasi fosse un calendario. Una struttura insolita che rende la scoperta ancora più lenta e intenzionale, lasciando spazio all’immagine e al pensiero.
Voce del verbo, insomma, non è un libro che pretende di spiegare come bisogna usare le parole. È molto più interessante di così: ci invita a metterle in discussione.
E questa, secondo me, è una forma autentica di educazione all’empatia.


Perché anche nel linguaggio, proprio come nelle relazioni, esiste la possibilità di guardare da un’altra parte. Di cambiare prospettiva. Di accorgersi che una parola che sembrava dura può contenere qualcosa di creativo, giocoso, vitale.
Ora conosciamo un po’ meglio l’autrice: Carolina Zanier, nata a Udine nel 1982, è educatrice professionale e ha lavorato per molti anni nei nidi d’infanzia. Oggi è atelierista nelle scuole dell’infanzia e primarie, dove progetta percorsi artistici legati all’espressione creativa e alla coscienza ecologica.
Prima di Voce del verbo, Carolina Zanier aveva già scelto di raccontare l’infanzia attraverso la fotografia con il libro Come me, come te, pubblicato sempre da Camelozampa.
E, a ben guardare, i due libri sono molto più vicini di quanto possa sembrare.
Come me, come te è un albo delicato e profondamente poetico che racconta la nascita e la crescita di un bambino mettendole in relazione con i ritmi, le forme e i piccoli miracoli del mondo naturale.

Qui non troviamo una narrazione tradizionale, ma un susseguirsi di accostamenti fotografici che costruiscono una sorta di dialogo silenzioso tra il corpo umano e la natura.
Un bambino che nasce.
Un bambino che scopre.
Un bambino che si stacca, sceglie, cammina, cade, cerca conforto, immagina.
E accanto a lui una foglia, una radice, una pietra, un fiore, un germoglio, un paesaggio.
La crescita umana e quella naturale diventano due movimenti della stessa grande storia.
Quello che mi ha colpita, leggendo Come me, come te, è proprio la sua capacità di parlare ai bambini senza semplificare la meraviglia. Non cerca parole grandi per spiegare concetti grandi. Lascia che siano le immagini a costruire connessioni.
E c’è qualcosa di profondamente commovente nel vedere accostati esseri umani e natura come parti di uno stesso percorso.



Il risultato è un albo che può essere letto in tanti modi diversi. Con un bambino piccolo, può diventare un gioco di osservazione e riconoscimento. Con bambini più grandi, può trasformarsi in una conversazione sulla crescita, sulla natura, sul cambiamento. Per un adulto, invece, può diventare una lettura sorprendentemente emozionante.
E poi c’è il diario fotografico-sentimentale finale, che aggiunge una dimensione ancora più intima al progetto: scopriamo che quelle immagini nascono da esperienze concrete, da percorsi di atelier, da momenti di vita e di scoperta.
È forse questo uno degli aspetti che amo di più del lavoro di Zanier: la capacità di trasformare l’esperienza educativa e la sensibilità personale in libri che non danno risposte preconfezionate, ma aprono porte.
Come me, come te è stato finalista al Premio Nati per Leggere 2025 nella sezione “Crescere con i libri”, un riconoscimento che trovo particolarmente significativo per un albo capace di parlare proprio di quello: crescere, scoprirsi e imparare a sentirsi parte del mondo.
“Come me, come te è un libro aperto, che diventa subito incontro, dialogo e laboratorio.”
Andersen
Leggere i libri di Carolina ed in particolare Voce del verbo significa, prima di tutto, regalarsi un piccolo esercizio di libertà.
La libertà di non dare alle parole un solo significato.
La libertà di cambiare prospettiva.
La libertà di scoprire che anche qualcosa che ci sembra duro può raccontare cura, creatività, gioco e vita.
E credo che sia un messaggio prezioso soprattutto per i bambini, ma forse ancora di più per noi adulti. Perché mentre insegniamo loro a usare le parole, possiamo ricordarci che siamo noi i primi a dover imparare ad ascoltarle davvero.
E magari, dopo aver chiuso questo albo, ci ritroveremo a fare una cosa semplicissima: scegliere una parola che usiamo tutti i giorni e provare a guardarla da un’altra parte.
Perché cambiare una parola, qualche volta, può voler dire cambiare anche un pezzetto del mondo.
Titolo: Voce del verbo
Autore: Carolina Zanier (testi e fotografie)
https://www.instagram.com/carolinazanier_crearecontatto_/
Editore: Camelozampa – Aperture – sito internet: https://www.camelozampa.com/
https://www.instagram.com/camelozampa/ – https://www.facebook.com/camelozampa
Anno di pubblicazione: 2026
Categoria: Albi fotografici
Età consigliata: Dai 6 anni
Titolo: Come me, come te
Autore: Carolina Zanier (testi e fotografie)
https://www.instagram.com/carolinazanier_crearecontatto_/
Editore: Camelozampa – Aperture – sito internet: https://www.camelozampa.com/
https://www.instagram.com/camelozampa/ – https://www.facebook.com/camelozampa
Anno di pubblicazione: 2024
Categoria: Albi fotografici
Età consigliata: Dai 6 anni

