Era una mattina come tante. Stavo pensando ai fatti miei, quando squillò il telefono. Era Storybox.
«Pronto, Cornelius? Ecco il tuo nuovo incarico: portaci il diario di Pinocchio!
Stavolta non badiamo a spese.»

Che cosa accade dopo il celebre lieto fine di Pinocchio, quando il burattino di legno diventa finalmente un bambino vero? A raccogliere questa curiosità è Stella Nosella che, nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi, immagina un nuovo capitolo della vita del personaggio più amato della letteratura italiana. In LO STRAMPALATISSIMO DIARIO di Pinocchio, pubblicato da Storybox Creative Lab e illustrato da Chiara Di Vivona, ritroviamo un Pinocchio inedito e irresistibile, alle prese con le piccole e grandi sfide della sua nuova vita da bambino.
Tutti, infatti, abbiamo letto le sue avventure o perlomeno conosciamo la sua storia, le sue monellerie, il suo ravvedimento, il suo pentimento e, alla fine, i suoi sacrifici per aiutare Geppetto e la sua buona fata. Resta il fatto che, come ci ha raccontato Collodi, una mattina, svegliatosi, guardandosi allo specchio, egli non vide più riflessa la solita immagine della marionetta di legno, ma vide l’immagine vispa e intelligente di un bel fanciullo.
Ho qui davanti a me una vecchia edizione del 1957 de Le avventure di Pinocchio che mi è molto cara e leggo: “Com’ero buffo, quando ero un burattino e come ora son contento di essere diventato un ragazzino per bene!”.
Cosa successe poi al bambino Pinocchio?”
Tutto sarebbe rimasto un mistero se un certo Cornelius Cod non fosse giunto in possesso de LO STRAMPALATISSIMO DIARIO di Pinocchio, su incarico di Storybox che, pur di averlo, non avrebbe badato a spese!
“Il diario di Pinocchio ce l’aveva un tale Cosimo Lorenzini, un tizio con qualche rotella fuori posto, che abitava a Collodi e raccontava a tutti di essere un discendente di Pinocchio”.
Entrare in possesso delle pagine del libretto è stata per Cornelius Cod un’impresa rocambolesca, ma grazie a lui ora iniziamo a sfogliare questo racconto tenero e divertente ambientato nell’Ottocento, fra le stradine di Collodi, considerato il paese natale di Pinocchio.
“Collodi, 5 novembre 1883”
Pinocchio si rivolge al suo diario in modo affettuoso e rassicurante:
“Caro diario, tu per fortuna sei un diario e non un sussidiario. Tu sei diverso, qui posso scrivere le cose che succedono davvero. A me. A me che sono vero… Quindi, tranquillo, non ti venderò”.
Gli confida che deve abituarsi a un sacco di cose, come camminare, scendere dal marciapiede senza inciampare e non cadere, perché sbucciarsi le ginocchia fa male, pizzica e non basta una levigata per tornare nuovo.

Accanto a Pinocchio c’è ancora il Grillo Parlante che controlla e interviene inflessibile, facendo risuonare e lampeggiare la sua lampelucciola, anche se le bugie sono a fin di bene.
Il piccolo è comunque deciso a dire sempre la verità, tutta la verità, perché
“Se non dico tutta la verità poi mi succedono le cose: naso che si allunga, orecchie di legno e in men che non si dica torno burattino.”

Pinocchio vive con papà Geppetto, che non ha mai smesso il suo lavoro di falegname ed è tutto il giorno nel suo laboratorio.
Un po’ distratto, burbero, riservato e pure un tantino timido. Lo scopre per caso Pinocchio, leggendo la dedica affettuosa scritta su un libro regalato da Rosa al giovane Geppetto.
“A Geppetto, che crea col legno come io creo col pane, Rosa”
Subito pensa:
“Quarant’anni e se ne sta ancora lì impalato?… Se le cose fossero andate diversamente, magari ora… avrei anche una mamma.”
Anche se il vecchietto non vuole nessuna festa per il suo compleanno, perché un giorno vale l’altro, Pinocchio decide che la festa deve essere fatta. Ad aiutarlo c’è Fata Turchina.

Non è la figura materna e protettiva che ha accompagnato il burattino nella sua crescita, ma è baldanzosa, esuberante, incontenibile, simpatica, pasticciona, divertente e moderna, e conosce le nuove invenzioni che per quei tempi sembrano vere magie: i fiammiferi, la carta americana e, meraviglia delle meraviglie, la macchina fotografica. Non ha più un abbigliamento elegante e ricercato, ma indossa una blusa con una scritta che cambia da sola a seconda del momento e dell’umore: “decido io dove vanno le cose” o “chi fa da sé fa per tre” o “so’ stanca de fa’ tutto io”.
Nello strampalatissimo diario non manca
“Lucignolo, magro come sempre, con quell’aria da uno che non ha mai fretta, insomma un vero scansafatiche.”
Per fortuna ora Pinocchio ha incontrato un nuovo amico, Carlo Collodi.

Anzi, il suo migliore amico, il più bravo della classe, che gli dà buoni consigli e lo aiuta anche a compilare la lista della spesa per la festa a sorpresa di Geppetto.
Ne esce una lista segretissima fatta di strani disegni che creano tanti equivoci e il povero Pinocchio, per paura di dire qualche bugia, sta quasi per raccontare la verità e allora… addio sorpresa!
Per fortuna interviene Rosa, sì, quella Rosa, la panettiera del paese che è anche la zia di Carlo. È una donna molto sveglia e attenta, pronta a dire qualche innocente bugia per risolvere una situazione diventata davvero difficile.

È generosa e affettuosa, le sue dolci carezze regalano a Pinocchio emozioni sconosciute che risvegliano in lui il desiderio mai sopito di avere una mamma, magari come lei.
Collodi 24 novembre 1883
“Caro diario, oggi è il grande giorno.
Il giorno della festa di Geppetto…”
Sarà riuscita la sorpresa? Rimarrà qualche ricordo a immortalare quel momento così sofferto e atteso?

Il libro mi è piaciuto molto perché racconta con umorismo le vicende dei vari personaggi, presi da magie e incantesimi che spesso sfuggono di mano e causano situazioni assurde e imbarazzanti.

I dialoghi di Stella Nosella sono divertenti e spontanei, il ritmo di lettura è veloce e scorrevole, le numerose situazioni comiche strappano più di un sorriso. Simpatiche sono anche le piccole curiosità storiche riportate fedelmente, sulle invenzioni di quel tempo. Le illustrazioni di Chiara, tutte in bianco e nero, sono fresche, senza troppi particolari, espressive nella loro semplicità e adatte alle capacità di un bambino, visto che sono state eseguite dal piccolo Pinocchio.



Consiglio questo libro perché riesce nell’impresa non semplice di dare seguito a un classico amatissimo senza tradirne lo spirito. Un libro che saprà conquistare sia i giovani lettori, curiosi di ritrovare il celebre burattino in una veste inedita, sia gli adulti che da sempre si chiedono: “E dopo, cosa sarà successo a Pinocchio?”
Titolo: LO STRAMPALATISSIMO DIARIO di Pinocchio
Autore: Stella Nosella (testi) – Chiara Di Vivona (illustrazioni)
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Editore: Storybox Creative lab Milano – sito internet: http://www.story-box.it
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Anno di pubblicazione: 2026
Categoria: Narrativa
Età consigliata: Dai 7 anni

