Dentro la meraviglia: il nostro viaggio alla Bologna Children’s Book Fair

C’è un momento, ogni anno, in cui l’aria cambia. Succede qualche giorno prima della fiera: lo senti addosso, tra le mani, negli occhi. È quell’attesa fatta di libri ancora da scoprire, mostre da attraversare piano, incontri che già immagini pieni di parole e di stupore.

E poi arrivi. E ogni volta è come la prima. Come entrare da bambina in un luna park: colori che girano, voci che si intrecciano, volti che si accendono. Un caleidoscopio di fantasia e autenticità che ti travolge e ti riporta esattamente nel posto giusto.

Quest’anno, però, con una piccola grande novità: il pass stampa. Una porta che si apre su nuove possibilità, su incontri più intimi, su conversazioni che possono prendersi il loro tempo. Perché oltre a lasciarmi incantare, avevo un desiderio preciso: ascoltare, raccogliere, raccontare. E la fiera, anche questa volta, non ha deluso. Anzi, si è fatta ancora più grande. Quattro giorni in cui Bologna si è confermata cuore pulsante dell’editoria per l’infanzia: oltre 1500 espositori da più di 90 Paesi, un intreccio continuo tra libri, diritti, nuove voci, editorie emergenti, ma anche gaming, audiovisivo, arte e fumetto. Un mondo che cresce, si trasforma, si contamina.

Tra le cose che più mi hanno colpita quest’anno, c’è stata senza dubbio la mostra dedicata alla Norvegia, paese ospite d’onore di quest’anno. Non era solo un’esposizione da guardare, ma un vero e proprio spazio da attraversare.

Tutto ruotava attorno a una domanda semplice, quasi sussurrata: WHAT IF: “E SE…?”

Una domanda che sembra piccola, ma che in realtà apre mondi. E se il sopra fosse sotto? E se il dentro fosse fuori? E se io fossi te? Camminando tra le immagini, questa domanda tornava continuamente, come un filo invisibile che legava ogni opera.

Le illustrazioni esposte, tante, diverse e senza dubbio potentissime, raccontavano proprio questo: il coraggio di immaginare senza confini. C’era una libertà palpabile, quella di chi non ha paura di sperimentare, di cambiare prospettiva, di giocare con le forme e con i significati. Alcune immagini erano delicate, altre spiazzanti, altre ancora piene di ironia. Ma tutte avevano qualcosa in comune: ti facevano fermare.

Accanto alle tavole, anche una selezione di libri curatissimi, dove il lavoro sull’illustrazione e sul design diventava parte integrante della narrazione. Libri che non sono solo da leggere, ma da osservare, toccare, esplorare.

Quello che mi sono portata via da questa mostra è una sensazione molto chiara: in Norvegia la letteratura per l’infanzia prende i bambini sul serio. Non semplifica, non addolcisce, non guida per forza. Piuttosto, apre domande. Lascia spazio. Invita a pensare.

E forse è proprio questo il punto più potente: non dare risposte, ma accendere possibilità. Perché quando un bambino incontra una storia fatta così, qualcosa succede davvero. Si apre una porta. E da lì, inevitabilmente, nasce quella domanda che continua a risuonare anche dopo essere usciti dalla mostra: E se…?

E poi c’è lei, la Mostra Illustratori.
Un luogo che, ogni anno, ha qualcosa di quasi rituale. Ci entri sapendo che troverai bellezza, ma senza sapere esattamente quale forma avrà.

È uno dei cuori più antichi della fiera, e si sente. Non è solo una mostra: è una mappa viva di ciò che sta accadendo oggi nell’illustrazione per ragazzi. Uno spazio dove convivono stili, linguaggi, visioni lontanissime tra loro, eppure capaci di dialogare in modo sorprendente.

Camminando tra le tavole, si percepisce chiaramente quanto sia cambiato e quanto continui a cambiare, il modo di raccontare per immagini. Dalle radici più classiche dell’illustrazione narrativa fino a forme sempre più libere, dove l’albo diventa un territorio visivo e dove le parole, a volte, scompaiono del tutto lasciando spazio a immagini che parlano da sole.

Tra gli illustratori selezionati, la cosa più affascinante è che non sai mai chi, tra loro, sarà il prossimo a lasciare un segno. Per molti, questa mostra è davvero un inizio. Un punto di svolta.

Quest’anno, tra centinaia di proposte arrivate da tutto il mondo, ne sono state selezionate settantacinque. Settantacinque sguardi diversi, provenienti da paesi lontani, ognuno con una voce precisa, riconoscibile. E quello che colpisce non è solo la qualità ma l’energia che si respira. La sensazione di essere davanti a qualcosa che sta nascendo, che si sta trasformando, proprio lì, sotto i tuoi occhi.

La Mostra Illustratori non finisce quando esci dalla fiera. Continua a viaggiare, a spostarsi, a portare queste immagini in giro per il mondo, come se ogni tavola avesse ancora qualcosa da dire, a qualcuno, da qualche altra parte. E forse è proprio questo il suo incanto più grande: non è mai ferma. È un racconto in movimento.

Poi c’è una parte della fiera che, negli ultimi anni, ho visto crescere sotto i miei occhi. Non all’improvviso, ma poco alla volta, come qualcosa che prende forma con pazienza. È lo spazio dedicato all’illustrazione cinese.

Ricordo quando la presenza della Cina era più discreta, quasi in punta di piedi. Oggi, invece, è impossibile non accorgersene. Non solo per la quantità di proposte, ma per la qualità, per la forza delle immagini, per quella cura quasi minuziosa che si percepisce sfogliando ogni libro.

Quello che si respira è un dialogo vero. Non solo tra editori o mercati, ma tra visioni. Un ponte fatto di storie e segni, che negli anni si è fatto sempre più solido, più interessante, più necessario.

La mostra dedicata agli illustratori cinesi contemporanei, la Chinese Excellence in Children’s illustration è stata, per me, una delle tappe più sorprendenti. Un insieme di sguardi diversi, tra artisti affermati ed emergenti, che raccontano un mondo ricchissimo, stratificato, ancora in parte da scoprire.

Le tavole esposte avevano qualcosa di molto riconoscibile, e allo stesso tempo difficile da definire. Una sensibilità visiva forte, una ricerca estetica attenta, ma anche una libertà narrativa che mi ha colpita. Non c’era un solo modo di raccontare: ogni illustratore sembrava aprire una porta diversa.

E poi c’è un aspetto che trovo sempre affascinante: queste opere non restano ferme. Dopo la fiera, iniziano a viaggiare essendo la Bologna Children’s Book Fair, partner nell’organizzazione della China Shanghai International Children’s Book Fair, portando con sé non solo immagini, ma interi immaginari.

Per merito di questo legame sempre più forte che unisce Bologna a Shanghai, nasce anche un premio dedicato agli illustratori emergenti, The Golden Pinwheel Young Illustrators Competition. Un’occasione concreta per farsi vedere, per mettere il proprio lavoro davanti agli occhi di editori e professionisti del settore, e iniziare a trovare il proprio spazio.

Negli anni, questo concorso è diventato un punto di riferimento sempre più importante, capace non solo di valorizzare nuovi talenti, ma anche di portare nuova energia e nuove direzioni nel mondo del libro per l’infanzia. E i numeri parlano da soli: nell’ultima edizione sono arrivati migliaia di lavori, da ogni parte del mondo. Un mosaico di stili, storie e visioni che racconta quanto sia viva, oggi, la voglia di disegnare, immaginare e condividere.

E poi, tra i tanti stand, ce n’è stato uno che mi ha fatto fermare con un sorriso immediato: quello di Uppa. Uno spazio che non aveva bisogno di alzare la voce, perché parlava già da sé. Colori, materiali, proposte pensate con cura… e al centro lei, Dot.

Se avete letto il mio articolo (lo trovate qui: https://sunflowersroad.com/dot-la-rivista-che-invita-i-piccoli-a-guardare-il-mondo-con-meraviglia/), sapete già quanto questa rivista mi abbia colpita. Dot non è qualcosa da “fare” velocemente, ma da vivere, da attraversare insieme ai bambini, senza fretta.
Sfogliandola lì, in fiera, ho ritrovato esattamente quella sensazione: ogni pagina è un invito a guardare il mondo con occhi diversi, più curiosi, più aperti: si può iniziare da dove si vuole, inventare, colorare fuori dai bordi, cambiare le storie. In mezzo a una fiera così grande, piena di stimoli, quello stand era come una piccola pausa gentile. Un promemoria semplice ma potentissimo: a volte basta davvero poco per tornare a guardare il mondo con meraviglia.

Tra abbracci veri, quelli degli autori e illustratori che ormai sono diventati amici, abbiamo raccolto storie, parole, anticipazioni. Abbiamo incontrato e intervistato Ericavale Morello, Bimba Landmann, Ginevra Van Deflor, Guia Risari e Marianna Balducci, che ci hanno aperto le porte dei loro nuovi libri, nati proprio in occasione della fiera.

E poi ci sono loro, i muri. Ricoperti di piccoli annunci, biglietti lasciati da illustratori e autori arrivati da ogni parte del mondo. Pezzetti di sogni appuntati con una puntina, pronti a farsi trovare, a raccontare una storia ancora prima di essere scelti.

E questa è solo l’inizio.

Lo sguardo è già rivolto avanti: la 64ª edizione della Bologna Children’s Book Fair, insieme a BolognaBookPlus e al Bologna Licensing Trade Fair/Kids, tornerà a BolognaFiere dal 5 all’8 aprile 2027, con la Polonia come Paese Ospite d’Onore.

Restate con noi: nei prossimi giorni vi porteremo dentro tutto questo, passo dopo passo, tra interviste, novità editoriali e piccoli grandi incanti da condividere. Intanto eccovi una carrellata di alcuni stand per continuare a sognare…


Si ringrazia:

Ginevra Van Deflor
https://www.facebook.com/ginevra.vandeflor.5
https://www.instagram.com/stories/ginevra.vandeflor/

Guia Risari
https://www.instagram.com/guiarisari/

Marianna Balducci
https://www.facebook.com/marianna.balducci https://www.instagram.com/mariannabalducci_chidisegna/

Bimba Landmann
https://www.facebook.com/LandmannBimba
https://www.instagram.com/bimbalandmann/

Ericavale Morello
https://www.facebook.com/erica.insula
http://www.instagram.com/ericavale.morello_illustrator/

Gioia Suriano – Bummy Edizioni
www.bummyedizioni.it
https://www.facebook.com/bummyedizioni
https://www.instagram.com/bummyedizioni/

Nicoletta Bertelle
https://www.instagram.com/illustrator_nicolettabertelle/

Maria Loretta Giraldo
https://www.facebook.com/marialoretta.giraldo1

Andrea Tonin
https://www.linkedin.com/in/andreatonin/

Per le foto Federica Spada

Bologna Childrens Book Fair
https://www.bolognachildrensbookfair.com
https://www.facebook.com/BolognaChildrensBookFair
https://www.instagram.com/bolognachildrensbookfair

Ufficio stampa laChicca
http://www.lachiccaufficiostampa.it
Francesca Tamberlani cell. 338 1557825
f.tamberlani@lachiccaufficiostampa.it | francescatamberlani@gmail.com


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