Buio


Buio dà una carezza alla luna,
per poi tornare a starmi vicino finché non mi addormento.


Ci sono paure che impariamo ancora prima di capire davvero perché dovremmo averne paura.

Il buio è una di queste: arriva la sera, le stanze cambiano volto, le ombre si allungano e ciò che durante il giorno ci sembrava familiare può improvvisamente assumere un’aria misteriosa. Ma cosa succederebbe se, invece di combatterlo, provassimo a conoscerlo?

È proprio da questa domanda, delicata e sorprendente, che prende forma Buio, il nuovo albo scritto da Giorgio Volpe e illustrato da Francesca Corso, in uscita per una casa editrice che ha scelto di affidare alla poesia delle immagini e delle parole un piccolo ribaltamento di prospettiva: il buio non è necessariamente qualcosa da cui difendersi. Può diventare una presenza rassicurante, un compagno di giochi, un rifugio e persino un amico.

La protagonista dell’albo ha un rapporto davvero speciale con Buio. Quando la luce del giorno si ritira, lui arriva senza fare rumore e la accompagna verso la notte. Non c’è nulla di minaccioso nella sua presenza: Buio sa accogliere, ascoltare, giocare e persino consolare.

Con lui la bambina scopre un mondo fatto di ombre, piccoli bagliori, sussurri e immagini che prendono vita. La sera, allora, non è più soltanto il momento in cui bisogna chiudere gli occhi: diventa uno spazio in cui lasciarsi trasportare dall’immaginazione.

E qui l’albo compie la sua magia più bella: prende qualcosa che spesso associamo alla paura e ci invita a guardarlo da un’altra angolazione.

Giorgio Volpe, scrittore, attore e regista teatrale, racconta di aver voluto restituire alla protagonista quel coraggio che lui, da bambino, non aveva:

“In ‘Buio’ ho ritrovato il coraggio che il ‘Giorgio bambino’ (un po’ fifone) non aveva. Da piccolo il buio mi terrorizzava, mentre la protagonista di questo libro compie un gesto rivoluzionario: empatizza con il Buio. Accanto a lui si sente al sicuro, proprio come mi sentivo io quando inventavo storie per rifugiarmi nel mio personale ‘Paese dei mostri selvaggi’.”

È una frase che racconta molto bene il cuore del libro. Perché non si tratta semplicemente di dire ai bambini che il buio non fa paura: si tratta di insegnare loro a guardare ciò che temono, conoscerlo e provare a entrarci in relazione.

Nel mondo creato da Volpe, Buio ha una personalità tutta sua. È timido e morbido, avvolgente e curioso, capace di accompagnare la bambina nel momento più intimo della giornata, quello che precede il sonno.

E soprattutto è un Buio che ha bisogno, a sua volta, di essere rassicurato.

È un piccolo rovesciamento narrativo tenerissimo: siamo abituati a pensare al bambino che ha paura dell’oscurità, mentre qui scopriamo che anche il Buio può sentirsi solo. E allora basta un gesto semplicissimo per cambiare tutto: una luce, una presenza, una parola.

La notte diventa così un luogo di riposo ma anche di scoperta. Un momento in cui rallentare, ascoltarsi, lasciar correre la fantasia. Persino le cose più quotidiane possono assumere una dimensione nuova: una tazzina di caffè, le ombre cinesi, il cinema, il teatro diventano occasioni per incontrare quel mondo fatto di luci e oscurità che appartiene profondamente alla nostra esperienza.

È una storia che parla quindi di paura, ma anche di empatia, solitudine, amicizia e accettazione.

A rendere ancora più particolare questo albo sono le illustrazioni di Francesca Corso. Il suo universo visivo è costruito soprattutto attraverso il blu, colore che nel suo percorso artistico è diventato una vera e propria cifra distintiva.

Ed è proprio il blu, insieme alle improvvise accensioni del giallo, a trasformare l’oscurità in qualcosa di luminoso.

Buio ha un volto, due braccia grandi e accoglienti e un sorriso che sembra invitare il lettore a fidarsi di lui. Non è la creatura informe che immaginiamo nascosta sotto il letto: è un personaggio buffo, tenero e protettivo, con cui viene naturale trascorrere un po’ di tempo.

Francesca Corso racconta così la nascita del progetto:

“Un giorno, ho deciso di mostrare a Giorgio le illustrazioni di questo storyboard che avevo nel cassetto. Se ne è innamorato e ha scritto una storia in cui finalmente Buio potesse farsi conoscere e rivelare, con i suoi pregi e i suoi difetti. Così, tra una macchia di blu e una sfumatura di giallo, è nato Buio. Timido, soffice, avvolgente ed estremamente divertente. Ama correre in bicicletta, ascoltare storie e inventarne di nuove.”

Ed è bello pensare che tutto sia nato proprio da alcune immagini rimaste per un po’ in un cassetto. Uno storyboard in attesa della sua storia, fino all’incontro con le parole giuste.

Le tavole accompagnano il lettore in un universo raffinato e ricco di dettagli, disseminato anche di riferimenti al cinema e alla letteratura. Tra le pagine compare persino un’incursione nel celebre Paese dei mostri selvaggi, creando un gioco di rimandi che gli adulti potranno riconoscere e apprezzare insieme ai bambini.

Buio non è soltanto una storia della buonanotte. È un piccolo esercizio di sguardo.

Ci invita a domandarci quante volte abbiamo paura di qualcosa semplicemente perché non la conosciamo. E ci ricorda che cambiare prospettiva può trasformare completamente ciò che abbiamo davanti.

Giorgio Volpe lo riassume con parole che racchiudono perfettamente il senso dell’albo:

“Buio non è solo un racconto di amicizia, ma un inno a un legame che trascende l’identità e valorizza l’unicità di ogni creatura. È un viaggio intimo alla ricerca del proprio equilibrio e della propria serenità.”

È proprio questo, forse, il regalo più prezioso che Buio può lasciare a chi lo legge: la possibilità di fare amicizia con ciò che prima sembrava estraneo o spaventoso.

Questo è un albo che può diventare una preziosa lettura serale, soprattutto per quei bambini che faticano ad abbandonarsi al sonno quando la stanza si fa scura. Ma è anche una storia sull’empatia e sulla capacità di accogliere ciò che è diverso da noi.

E poi c’è una domanda bellissima che resta tra le pagine: e se ciò che ci spaventa avesse soltanto bisogno che qualcuno lo conoscesse davvero?

Buio ci insegna che non sempre per trovare la luce dobbiamo eliminare l’oscurità. A volte basta imparare a starci dentro, insieme a qualcuno.


Titolo: Buio
Autori: Giorgio Volpe (testi) – Francesca Corso (illustrazioni)
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Editore: uovonero – Collana I Geodi – sito internet: http://www.uovonero.com
https://www.facebook.com/@uovoneroedizionihttps://www.instagram.com/uovoneroedizioni/
Anno di pubblicazione: 2026
Categoria: Albi illustrati
Età consigliata: Dai 4 anni


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