2 fantasmi al numero 13


Quella notte, due piccoli fantasmi camminavano lungo la strada vicino al canale.


Ottobre è il mese perfetto per lasciarsi conquistare da storie di fantasmi, piccoli misteri e zucche un po’ inquietanti! E proprio in questo clima, Officina Babùk ci propone una nuova avventura che tutti i bambini possono leggere e condividere, grazie ai simboli WLS. Si intitola 2 fantasmi al numero 13 e ci porta in un mondo di superstizioni, imprevisti e situazioni buffe, dove, tra una sorpresa e l’altra, persino due fantasmi finiscono per spaventarsi di tutto ciò che succede intorno a loro!

I protagonisti sono Buh e Bah, due fantasmi che hanno deciso di andare a infestare una casa lungo il canale. Fin qui, niente di particolarmente strano per due come loro, se non fosse che il percorso verso la loro nuova impresa si trasforma ben presto in una piccola raccolta di tutto ciò che, secondo le credenze popolari, dovrebbe portare sfortuna. Il primo incontro poco rassicurante è quello con un gatto nero, che attraversa loro la strada.

Buh non riesce proprio a trattenersi:

Bah sembra decisamente più tranquillo e cerca di convincerlo che non ci sia nulla di cui preoccuparsi. Ma quando scoprono che la casa che vogliono infestare si trova proprio al numero 13, il povero Buh comincia ad avere qualche dubbio in più.

E come dargli torto, almeno dal suo punto di vista? Una volta entrati, infatti, sembra che tutto si metta contro di loro. Tra specchi rotti, forbici lasciate per terra, ombrelli aperti, cappelli appoggiati nei posti sbagliati e altri piccoli incidenti, ogni cosa diventa un nuovo motivo per agitarsi. A rendere la situazione ancora più complicata ci pensano un cane decisamente poco collaborativo, qualche scherzo di troppo e un lenzuolo da fantasma che finisce completamente fradicio. Insomma, più che spaventare qualcuno, Buh e Bah sembrano destinati a vivere una serata davvero movimentata!

Ma il bello deve ancora arrivare. Quando una luce si accende all’improvviso in una stanza della casa, i due si chiedono chi possa esserci lì dentro. E soprattutto: chi avrà più paura di chi? Per scoprirlo bisogna arrivare fino all’ultima pagina, perché Michel Van Zeveren ha in serbo una sorpresa che ribalta le aspettative e trasforma quella che sembrava una classica storia di fantasmi in qualcosa di decisamente più divertente.

L’autore e illustratore belga Michel Van Zeveren ha iniziato il suo percorso artistico studiando cinema d’animazione all’École de Recherche Graphique, per poi dedicarsi all’illustrazione e ai libri per bambini. Il suo modo di raccontare è vivace, ironico e ricco di dettagli che invitano a soffermarsi sulle immagini, e anche in questo albo riesce a costruire una storia in cui ogni elemento contribuisce al divertimento.

Le illustrazioni hanno un’atmosfera notturna, con colori che richiamano il buio e il mistero, ma senza diventare davvero inquietanti. Il tratto deciso, che ricorda quello del fumetto, accompagna perfettamente il ritmo della narrazione e dà vita a personaggi buffi, espressivi e pieni di energia. Le immagini sono importanti quanto le parole: basta osservare quello che succede sullo sfondo o soffermarsi su alcuni particolari per scoprire nuovi indizi e anticipare, magari, qualche imprevisto. È proprio questo gioco tra ciò che leggiamo e ciò che vediamo a rendere la lettura ancora più coinvolgente.

Dietro le risate e le disavventure dei due fantasmi c’è anche un piccolo invito a riflettere sulle nostre paure. Quante volte ci lasciamo condizionare da ciò che ci hanno raccontato? Un gatto nero, il numero 13, uno specchio rotto: sono davvero segnali di sventura oppure siamo noi ad attribuire loro un significato? La storia affronta il tema delle superstizioni con leggerezza, senza fare la morale e lasciando che siano le situazioni, sempre più assurde, a parlare da sole.

C’è poi un aspetto che mi sta particolarmente a cuore e che merita di essere sottolineato. Come gli altri titoli del catalogo di Officina Babùk, anche 2 fantasmi al numero 13 è realizzato con un testo ad alta leggibilità accompagnato dai simboli WLS (Widgit Literacy Symbols), utilizzati nell’ambito della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). La versione italiana, curata da Enza Crivelli e Sante Bandirali, permette di avvicinarsi alla storia anche a chi incontra difficoltà nella lettura, ai bambini che stanno imparando a leggere e a quelli che hanno bisogno di un supporto per comprendere il testo. I simboli aiutano a dare significato alle parole e rendono il racconto più accessibile, senza rinunciare al piacere di una bella storia.

È questo uno degli aspetti più belli del lavoro di Officina Babùk: offrire a bambine e bambini la possibilità di condividere la stessa lettura, ciascuno con le proprie capacità e i propri tempi. Perché un libro non dovrebbe essere un’esperienza riservata soltanto a chi sa già leggere in autonomia, ma un’occasione di scoperta, divertimento e condivisione alla portata di tutti.

Consiglio 2 fantasmi al numero 13 a chi ama le storie divertenti, i personaggi pasticcioni e quei finali capaci di sorprendere proprio quando pensiamo di aver capito tutto. È anche un libro che può aiutare i più piccoli a guardare con un po’ più di leggerezza le proprie paure e a capire che non tutto ciò che sembra minaccioso lo è davvero. E se, alla fine, saranno proprio due fantasmi a farci ridere, tanto meglio! La lettura diventa così un momento di divertimento condiviso, in cui l’accessibilità non è un’aggiunta, ma una parte fondamentale del piacere di stare insieme attraverso le storie.


Titolo: 2 fantasmi al numero 13 in simboli WLS
Autori: Michel Van Zeveren (testo e illustrazioni) – Sante Bandirali (traduzione) – Enza Crivelli e Sante Bandirali (versione in simboli)
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Editore: Officina Babùk
Sito internet: https://officinababuk.it/ – https://www.instagram.com/officinababuk/
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Anno di pubblicazione: 2026
Categoria: Albi illustrati in simboli
Età consigliata: Dai 3 anni


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