​La mano della strega


AAAARGH!?… e quello cos’è?


Immagina una notte senza luna, quando l’oscurità avvolge ogni cosa e il silenzio si riempie di inquietudine. In quel gelido silenzio, un libro ormai divenuto leggenda, un classico dell’orrore per bambini, fa il suo ritorno in Italia! Massimiliano Piretti Editore riporta alla luce La mano della strega, un cult che ha già fatto tremare intere generazioni. Un’opera scritta e illustrata dal sinistro genio di Peter Utton, dove nulla è come sembra e ogni ombra potrebbe celare qualcosa di orribile.

Giacomo entra nello studio del padre, e i suoi occhi cadono su qualcosa di terrificante. Là, appesa con una vecchia puntina arrugginita, c’è una cosa marrone, ripugnante, accartocciata come fosse stata dimenticata in qualche angolo oscuro del mondo. La cosa sembra respirare un’energia sinistra, e Giacomo non riesce a distogliere lo sguardo. Una domanda gli si forma sulle labbra tremanti e chiede cosa sia…

Questo accende ancor di più la curiosità di Giacomo che, nonostante tutto, vuole sentirla. Il padre lo osserva, combattuto. Sa che la verità è troppo spaventosa per essere svelata, troppo vicina a quell’incubo che aveva vissuto solo poche ore prima ma prende figlioletto sulle sue ginocchia, come per rassicurarlo, e comincia il suo racconto.

Durante la notte, quando il mondo sembrava dormire, lui si era svegliato con il cuore in gola. Un suono orribile, come un graffiare incessante e una risata sommessa, lo aveva scosso dal sonno. Pian piano, senza fare rumore, si era alzato, sentendo il pavimento scricchiolare sotto i suoi piedi. Arrivato sul pianerottolo, il sangue gli si era gelato nelle vene.

Là, nella penombra, una figura nera, avvolta in un mantello oscuro come la notte stessa, si muoveva con passi lenti ma decisi. Il cappello a punta della strega si piegava all’indietro come se avesse vita propria, e il suo sguardo vuoto era fisso sulla porta della stanza di Giacomo e del suo fratellino. Si era avvicinata, pronta ad aprire la porta con le sue dita lunghe e ossute, con l’intenzione di trascinarli nel suo sacco lurido, pieno di ossa e vecchi incubi dimenticati.

La strega si era oramai accorta della sua presenza e lo fissò con grandi occhi da incubo!

Il papà non poteva permettere che quella creatura immonda toccasse i suoi bambini, così, senza pensarci due volte, si è lanciato su di lei. Un silenzio agghiacciante li avvolgeva, mentre le sue mani si chiudevano attorno al collo lurido della stregaccia. La scuoteva con tutte le sue forze, la stringeva fino a sentire la sua gola serrarsi, sicuro di averla sconfitta, di aver spezzato la sua malvagità.

Eppure… non era finita. Non ancora. Appena pensava che fosse fatta, che il peggio fosse passato, la megera cominciò a crescere, a diventare più grande, più forte, più disgustosa di prima! I suoi occhi, vuoti come il buio, si accesero di una luce malvagia, e la sua risata, fredda e tagliente, rimbombò nella stanza.

In quel momento il papà credette che fosse la fine. E poi, all’improvviso, i tonfi sordi della lotta hanno svegliato la mamma. La vidi apparire sulla soglia, con gli occhi spalancati, il volto pallido. Era venuta a salvare il papà, la battaglia non era ancora finita.

La megera estrae rapidamente un pugnale fatto di vipere, ma la mamma arriva giusto in tempo e, con la spada antistrega, riesce a colpirla, tagliandole una mano. Improvvisamente, la vecchiaccia si rimpicciolisce e con un “SPLOPP!” scompare, lasciando sul pavimento solo la sua mano mozzata, marrone, rinsecchita, appiccicosa e tutta accartocciata.

Cosa farne? Decidono di attaccarla al muro come monito a non lasciare più la porta aperta prima di andare a dormire… E Giacomo? Quale sarà la sua reazione?

La mano della strega è un libro horror perfetto per bambini coraggiosi, una lettura avvincente e dal sapore inquietante. La descrizione della vecchiaccia è ricca di dettagli così spaventosi da far rabbrividire e renderla ancora più repellente. L’autore mostra una grande abilità nel creare suspense, giocando magistralmente con il senso di paura che cresce pagina dopo pagina. Le illustrazioni che accompagnano il racconto sono altrettanto coinvolgenti e spaventose. Tra tutte, quella che ritrae la stregaccia mentre tenta di colpire il papà con il suo pugnale di vipere è particolarmente raccapricciante: sembra quasi di avvertire il fetido alito della strega, come se ci avvolgesse in una nuvola nauseabonda.

La strega che compare nei risguardi del libro, a cavallo della sua scopa, con un naso adunco e un mento sporgente, capelli spettinati e appuntiti, accompagnata dal suo immancabile gatto nero, rispecchia pienamente l’immaginario classico dei bambini, anticipando la figura inquietante che prende vita nel racconto.

Consiglio questo libro ai bambini dagli otto anni in su, perché, anche se il lieto fine è garantito, la prima parte è decisamente paurosa e potrebbe stimolare l’immaginazione dei lettori più piccoli. Non è raro che, dopo una lettura così intensa, i bambini restino impressionati, dando forma nella loro fantasia a immagini spaventose… e che poi si ritrovino di notte a correre dai genitori per non restare soli nella loro stanza!


Titolo: La mano della strega
Autore: Peter Utton (testi ed illustrazioni) – https://www.peterutton.com
https://www.instagram.com/peterutton42/https://www.facebook.com/uttonpeter
Editore: Massimiliano Piretti Editore – sito internet: https://it.pirettieditore.com/
Anno di pubblicazione: 2021
Categoria: Narrativa
Età consigliata: Dagli 8 anni


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