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Educare con le storie: il viaggio narrativo di Chiara Sorrentino

Posted by By Erica Tonin 18 Febbraio 2026
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Chiara Sorrentino è scrittrice, giornalista, autrice di libri per l’infanzia e instancabile seminatrice di storie. Chiara ha costruito negli anni un percorso coerente e riconoscibile, fatto di incontri dal vivo con bambini e ragazzi nelle scuole italiane, con laboratori dedicati alla scrittura e all’educazione emotiva, trasformando le storie in strumenti di consapevolezza, dialogo e ascolto.

È mamma di tre bambine, e questo sguardo quotidiano sull’infanzia, reale, imperfetta, autentica che attraversa spesso le sue storie racconta una missione chiara: insegnare ai bambini (e agli adulti) che le parole non sono mai leggere come sembrano.

Parliamo di uno dei tuoi libri più recenti: ‘La pazienza conta le stelle’ per far emergere il “dietro le quinte” creativo e pedagogico di questo albo. Racconti la storia di Oscar, un bambino che non ama aspettare e fatica ad avere pazienza. Il protagonista scopre la pazienza in un momento quotidiano e apparentemente banale, l’attesa del treno. Quanto è importante, secondo te, partire da situazioni reali per parlare ai bambini di concetti astratti come il tempo, l’attesa e la gestione delle emozioni?

Partire dalla realtà è fondamentale, perché per un bambino i concetti astratti sono come scatole vuote; hanno bisogno che qualcuno ci metta dentro qualcosa di concreto perché acquistino un significato. Il bambino è come un esploratore che non ha ancora una mappa per il “non-visto”. Senza un aggancio alla vita quotidiana, parole come “pazienza” o “fra un’ora” rimangono concetti inafferrabili. Ecco perché l’approccio esperienziale è il miglior alleato non solo nella pedagogia ma anche nella letteratura per l’infanzia. In sintesi, la realtà è il vocabolario che i bambini usano per tradurre il mondo. Se parliamo la loro lingua (quella dei sensi e dell’azione), ci capiranno molto più in fretta.

Dal punto di vista illustrativo, la Pazienza è una figura semplice, quasi simbolica, priva di connotazioni forti: una presenza che accompagna senza distrarre. Quando hai visto i primi bozzetti di Francesca Corso, hai avuto subito la sensazione che avesse colto perfettamente l’idea che avevi in mente, oppure l’aspetto definitivo di Pazienza è nato attraverso un confronto e un percorso creativo condiviso?

Francesca Corso ha interpretato liberamente la figura della Pazienza secondo la sua sensibilità. Appena ho visto i bozzetti ne sono rimasta entusiasta. La sua intuizione di rendere la Pazienza una figura quasi eterea, priva di dettagli ingombranti, è una scelta narrativa geniale per diversi motivi: evita il sovraccarico cognitivo, è una figura simbolica universale su cui il bambino ha la possibilità di proiettare chi desidera, e in un libro che parla di attesa e di stelle, il vuoto e la semplicità visiva creano quel silenzio necessario per ‘contare’ davvero, senza distrazioni visive rumorose.

Nella tua esperienza di madre e di scrittrice, c’è stato un momento in cui ha sentito il bisogno di “dare un volto” alla pazienza? C’è un episodio familiare che ti ha fatto pensare: “Ecco, qui serviva proprio contare le stelle”!

Hai presente quel momento critico in ogni famiglia: l’uscita di casa la mattina? Per esempio, sei in ritardo, hai le chiavi in mano, e tua figlia decide che proprio oggi deve allacciarsi le scarpe da sola. In quei momenti di tensione, la pazienza non è una virtù, ma un respiro profondo. Se dovessi darle un volto sarebbe quello di una figura impalpabile ma accogliente e presente come quella realizzata da Francesca Corso.

Una curiosità: ci racconti il significato simbolico dei pappagallini che si trovano in ogni pagina?

Se la figura della Pazienza è eterea e quasi astratta, i pappagallini, i suoi comprimari non menzionati nel testo, sono animali reali che aiutano il piccolo lettore a restare dentro la storia. Inoltre, può divertirsi a cercarli come in un gioco di cerca-trova che, ironicamente, richiede proprio… pazienza! I pappagallini simboleggiano anche una manifestazione esterna dei pensieri che affollano la mente durante l’attesa. La Pazienza è una, ma i pensieri e le emozioni che proviamo mentre aspettiamo sono tanti e colorati, proprio come un piccolo stormo. Infine, visivamente, danno ritmo. Se provi a sfogliare l’albo velocemente, vedrai che i pappagallini creano una sorta di animazione, un filo conduttore che ti porta da una pagina all’altra, impedendo alla narrazione di diventare troppo statica.

Immagini tratte dal libro “La pazienza conta le stelle” scritto da Chiara Sorrentino e illustrato da Francesca Corso
(La Margherita Edizioni)

Un altro dei tuoi albi molto usati nelle scuole è ‘I pescatori di parole’ e racconta di una famiglia che naviga in cielo con reti intessute di stelle per raccogliere parole sospese. Se tu dovessi salire su quella nave, quale parola inseguiresti… e quale invece lasceresti cadere nel mare della notte?

La parola che inseguirei è ‘Ancora’. Non l’ancora pesante di metallo, ma l’avverbio ancora, perché è la parola della curiosità infinita e della speranza. È quella che dice un bambino quando finisci di leggere una storia o d’inventare un gioco (‘Ancora!’), quella che diciamo quando vogliamo imparare qualcosa di nuovo o quando chiediamo a qualcuno di restare. È una parola che non chiude mai la porta, ma la tiene socchiusa sul futuro.

All’opposto lascerei cadere nel mare della notte ‘Ormai’ perché è una parola pesante, rassegnata, che profuma di polvere e di porte chiuse. È la parola di chi smette di provare, di chi crede che il tempo sia scaduto e che non ci siano più possibilità. Nel mare della notte, ‘Ormai’ affonderebbe velocemente, lasciando lo spazio nel cielo per parole molto più leggere e luminose.

C’è una parola grande e luminosa che sfugge ai protagonisti. Quanto è importante, nella crescita, accettare che non tutto si possa afferrare subito?

Accettare che non tutto sia immediato è il primo passo verso la libertà emotiva: trasforma l’attesa da vuoto ansioso in uno spazio di scoperta. Questa consapevolezza costruisce la resilienza, insegnando ai bambini che il valore delle cose risiede spesso nel cammino fatto per raggiungerle, non solo nel possederle.

Immagini tratte dal libro “I pescatori di parole” scritto da Chiara Sorrentino e illustrato da Martina Rotondo
(Sassi Junior Editore)

Durante i tuoi incontri con i bambini entri in contatto con i loro sogni, paure e desideri. Che cosa ti insegnano oggi i ragazzi che noi adulti abbiamo dimenticato?

Tante cose, ma la più importante a mio avviso è l’incanto del‘Qui e Ora’. Noi adulti viviamo proiettati nel passato o nell’ansia del futuro. Un bambino, invece, è capace di abitare pienamente il presente, trovando un intero universo di senso in un sasso, in un insetto o nel ritmo di una pioggia improvvisa.

C’è anche un nuovo libro in uscita, per Giunti Editore, dal titolo ‘Ci sono fratelli, ci sono sorelle’. Esplora i legami nel rapporto tra fratelli, attraverso metafore animali. Ci accompagni dentro questo viaggio?

É un libro che celebra l’unicità di ogni legame. Attraverso una carrellata di coppie o gruppi di fratelli e sorelle del regno animale, mostra che non esiste un unico modo di essere fratelli e sorelle. La metafora degli animali è importante per diversi motivi. Quando un bambino legge una storia su un altro bambino che litiga con la sorella, potrebbe sentirsi giudicato o a disagio. Se invece vede due piccoli orsi che si rincorrono o due lupi che ululano insieme si sente al sicuro, perché l’animale crea una distanza ‘protettiva’ e normalizza la diversità di carattere. Inoltre, gli animali rappresentano la diversità degli affetti e dei legami. I bambini, ma anche gli adulti, possono divertirsi a identificarsi in una coppia o in un gruppo di fratelli e sorelle piuttosto che in un altro.

E, infine, cosa importantissima: si sottolinea il fatto che la sorellanza e la fratellanza non sono solo un legame di sangue.

Immagini tratte dal libro “Ci sono fratelli, ci sono sorelle” scritto da Chiara Sorrentino e illustrato da Anna Simeone
(Giunti Editore)

Mi permetto di dirti che anch’io sono mamma di tre figlie femmine… e sappiamo bene che in
famiglia le emozioni non sono mai tiepide! La maternità ha cambiato il tuo sguardo di scrittrice? In che modo ha trasformato il tuo modo di raccontare le emozioni e i legami?

La maternità non è solo un cambiamento di vita, è una vera e propria ristrutturazione dello sguardo. Nel mio lavoro di scrittrice, questo passaggio ha agito come una lente d’ingrandimento che ha messo a fuoco dettagli prima invisibili, rendendo la scrittura più viscerale, urgente e, paradossalmente, più essenziale. La maternità mi ha regalato una sorta di ‘seconda vista’: la capacità di vedere la magia nel banale (un paio di scarpe da allacciare) e la profondità nell’immediato.

Se potessi far leggere uno dei tuoi libri a te ‘bambina’, quale sceglieresti? E cosa spereresti che la piccola Chiara capisse tra le righe?

Sceglierei ‘La scia di Élise’, ispirato alla storia vera della prima donna al mondo a ottenere il brevetto di volo, perché la piccola Chiara aveva bisogno di sapere che il cielo non è un limite, ma uno spazio da abitare. Spererei che, leggendo la storia di Raymonde de Laroche (conosciuta come Élise), capisse tre cose fondamentali: il coraggio di tracciare sentieri nuovi, la bellezza della sfida e la libertà di sognare in grande. Spererei che la piccola Chiara chiudesse il libro sentendo che la sua curiosità è la sua bussola più preziosa e che, proprio come Elise, può lasciare una scia luminosa e unica nel mondo.

Ed è l’augurio che oggi rivolgo alle mie figlie e a tutte le bambine e i bambini.

Immagini tratte dal libro “La scia di Élise” scritto da Chiara Sorrentino e illustrato da Silvia Provantini
(Sassi Junior Editore)


Grazie, Chiara, per averci accompagnati tra parole sospese, stelle pazienti e legami che sanno proteggere. Le tue storie ci ricordano che crescere è un viaggio fatto di ascolto, attesa e luce condivisa. Vi invitiamo a seguirla visitando:

https://www.youtube.com/@ChiaraSorrentinoautrice
https://www.facebook.com/chiarasorrentin/
https://www.instagram.com/_chiara_sorrentino/

Ringraziamo:

Francesca Corso
https://www.instagram.com/fc.illustration/
https://www.facebook.com/francesca.corso.357

Martina Rotondo
https://www.behance.net/Martina_Illustrator
https://www.instagram.com/m.artinarotondo/
https://www.facebook.com/MartinaRotondoIllustrator/

Anna Simeone
https://www.advocate-art.com/it/anna-simeone
https://www.instagram.com/ania_simeone/

Silvia Provantini
https://www.silviaprovantini.com/
https://www.instagram.com/silviaprovantini/
https://www.facebook.com/silvia.provantini

La Margherita Edizioni
https://www.ilcastelloeditore.it/
https://www.instagram.com/la_margherita_edizioni/
https://www.facebook.com/laMargheritaedizioni

Sassi Junior Editore
https://www.sassijunior.com/
https://www.instagram.com/sassi_junior/
https://www.facebook.com/sassijuniorstore

Giunti Editore
https://giunti.it/
https://www.instagram.com/giuntiragazzi/
https://www.facebook.com/GiuntiEditore/


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Last updated on 18 Febbraio 2026
Erica Tonin
Benvenuto! Sono Erica Tonin. Mi occupo di grafica ed impaginazione editoriale per professione. L'illustrazione, per me, è molto più di un semplice disegno su carta, è una forma d'arte che abbraccia la cultura in tutte le sue sfaccettature.
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