Forse, se non metti l’oscurità, i problemi e le cose difficili nelle parole,
se non le pronunci ad alta voce, puoi fingere che non siano reali.

C’è un confine sottile tra la luce e l’ombra, tra l’infanzia e ciò che verrà dopo. In Ettie e lo stagno di mezzanotte di Julia Green, questo confine ha la forma liquida e misteriosa di uno stagno color smeraldo, nascosto in una cava dimenticata, dove le storie antiche sussurrano e il presente si intreccia con i segreti del passato.
Ettie ha dodici anni e vive con la nonna a High Fell House, in una quotidianità semplice e scandita dai ritmi della natura: galline, orto, passeggiate nei boschi, tuffi nel laghetto e le storie raccontate davanti al camino. Holly, la madre, è partita da tre anni per lavorare lontano e non ha più dato notizie; intorno, il mondo è sospeso da guerra e malattia, con confini chiusi e silenzi che pesano.

Un giorno, tra gli alberi, Ettie scorge una figura misteriosa accompagnata da una volpe. La segue fino a una cava di ardesia abbandonata e, scivolando tra rocce e rottami, scopre un luogo magico e inquietante: uno stagno verde smeraldo che sembra chiamarla a sé. Da quel momento, la sua vita cambia. La sconosciuta è Cora, una ragazza selvatica e ferita, che Ettie decide di aiutare portandole cibo e coperte. Per la protagonista, cresciuta senza coetanei, Cora diventa amica, complice e simbolo di libertà. Insieme sfidano le regole e si tuffano in acque gelide e profonde, dove ogni brivido è un passo verso l’adolescenza.
«Il momento in cui ci si tuffa, quando si passa dell’essere nell’aria all’essere nell’acqua è come essere in viaggio tra due mondi diversi».
Il romanzo, accompagnato dalle evocative illustrazioni in bianco e nero di Pam Smy, è un viaggio di formazione che mescola miti, segreti di famiglia e il fascino della natura incontaminata.
«Un libro intenso, bello e inquietante. Vi catturerà fino all’ultima pagina»
scrive David Almond.
La nonna di Ettie ama raccontare storie, ma nel suo vecchio libro dalla copertina verde, quello che Cora le regala e che apparteneva a Holly, la ragazza scopre finali molto diversi da quelli che ha sempre sentito: più crudeli, più veri.
«Forse, se non metti l’oscurità, i problemi e le cose difficili nelle parole, se non le pronunci ad alta voce, puoi fingere che non siano reali. Puoi fingere di essere felice e che vada tutto bene. E forse, prima o poi, smette di essere una finta. Forse la nonna ne è veramente convinta. La vita: per sempre felici e contenti. Ma Ettie sa che non è così».
Lo stagno diventa così un simbolo potente: richiama come nel mito di Narciso, affascina e spaventa, è il luogo della prova, del coraggio e del rischio. Come un rito iniziatico, il tuffo nell’acqua rappresenta il passaggio dall’infanzia a una nuova consapevolezza.
Fra le pagine si respira anche un forte legame con l’ambiente naturale: descrizioni dettagliate di piante e fiori, ritmi stagionali, ma anche la consapevolezza di un equilibrio fragile minacciato dal riscaldamento globale. Ettie osserva la neve sottile che non riesce più a ghiacciare il laghetto, si chiede se il freddo durerà: una riflessione attualissima, intrecciata con la sua crescita personale.

Julia Green, autrice inglese pluripremiata, costruisce una narrazione intensa e sospesa, ambientata in un mondo distopico ma profondamente poetico.
Ettie e lo stagno di mezzanotte è un romanzo che parla di coraggio, di libertà e della forza di guardare nell’ombra per poter davvero crescere.
Titolo: Ettie e lo stagno di mezzanotte
Autori: Julia Green (testo) – Pam Smy (illustrazioni) – Sante Bandirali (traduzione)
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Editore: uovonero – Collana I geodi – sito internet: http://www.uovonero.com
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Anno di pubblicazione: 2025
Categoria: Narrativa per ragazzi
Età consigliata: Dai 12 anni
Libro ad alta leggibilità


