È notte e Piccolo Alex non riesce a dormire.

Ci sono emozioni che riconosciamo al primo sguardo: un sorriso, una fronte aggrottata, gli occhi che si illuminano. E poi ce ne sono altre più difficili da decifrare, soprattutto quando siamo bambini e il volto di chi abbiamo davanti sembra raccontare una storia scritta in una lingua che ancora non conosciamo.
È proprio da questa difficoltà che nasce Il sorriso del gufo, un albo illustrato di Sante Bandirali ed Enza Crivelli, pubblicato da uovonero, che trasforma il riconoscimento delle emozioni in un viaggio suggestivo dentro una foresta notturna.
Il protagonista è Piccolo Alex, un bambino che non riesce a dormire. C’è qualcosa che lo preoccupa e, quando un gufo entra nella sua stanza, trova finalmente qualcuno a cui raccontarlo: Alex non riesce a capire cosa provano le altre persone guardandole in viso. Per lui, riconoscere le emozioni è come trovarsi davanti a una foresta fitta, misteriosa, apparentemente impossibile da attraversare.

Ma forse, per affrontare una paura, bisogna proprio decidere di entrarci.
«Se temi la foresta, va’ nella foresta».
E così il Gufo invita Alex a seguirlo.

Da questo momento la storia prende la forma di un percorso di scoperta. La foresta non è soltanto un luogo da attraversare, ma diventa la rappresentazione concreta di una difficoltà che alcuni bambini possono vivere ogni giorno: comprendere dagli sguardi e dalle espressioni del viso se una persona è felice, triste, arrabbiata, serena, sorpresa o disgustata.
Ad accompagnare Alex ci sono gli alberi, antichi e imponenti, che sembrano custodire ciascuno un piccolo segreto.
Il Larice, il Cipresso, il Salice, la Betulla, il Castagno e gli altri alberi della foresta diventano così insoliti compagni di viaggio. Attraverso i loro volti e le loro espressioni, Alex può osservare le emozioni, confrontarsi con esse e, soprattutto, imparare a riconoscerle poco alla volta.

È un processo graduale, che non pretende risposte immediate. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più belli del libro: Alex non deve imparare tutto subito. Può fermarsi, osservare, fare domande e procedere secondo i propri tempi.
Il Gufo rimane accanto a lui come una presenza rassicurante, senza sostituirsi al bambino ma aiutandolo a orientarsi.
A costruire questo particolare viaggio sono Sante Bandirali ed Enza Crivelli, due autori con esperienze molto diverse ma complementari.
Sante Bandirali è editore di uovonero, traduttore e autore di albi illustrati e narrativa. Nel corso della sua attività ha curato traduzioni che hanno ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Strega Ragazze e Ragazzi, il Premio Andersen, il Premio Letteratura Ragazzi di Cento e il Premio Orbil.
Enza Crivelli è pedagogista clinica, esperta di autismo e direttrice di diversi centri dedicati all’autismo. È docente di Pedagogia Speciale all’Università Cattolica di Milano e di Brescia ed è tra i fondatori di uovonero, casa editrice da sempre particolarmente attenta ai temi dell’inclusione e della neurodiversità.
Il loro incontro porta nel libro uno sguardo attento alle diverse modalità con cui i bambini possono percepire, interpretare e comunicare ciò che accade intorno a loro.
A rendere ancora più coinvolgente questo viaggio sono le illustrazioni di Caterina Amicone, che con Il sorriso del gufo debutta nell’albo illustrato.
Illustratrice e ceramista, Amicone ha conseguito il titolo di Maestro d’Arte nella sezione ceramica presso l’Istituto Statale d’Arte G. Mazara di Sulmona e ha frequentato il Master Ars in Fabula. Il suo percorso artistico si sente nelle tavole, dove materia, colore e atmosfera hanno un ruolo importante nel racconto.
La sua è una foresta autunnale, notturna e quasi incantata. All’inizio può sembrare un luogo inquietante: Alex vi entra con la sua torcia, circondato dal buio e da alberi enormi che sembrano osservarlo.
Poi, pagina dopo pagina, quella stessa foresta cambia.
I colori diventano parte integrante delle emozioni. Il blu accompagna la serenità, il giallo la gioia, il rosso acceso la rabbia. Gli alberi non sono semplicemente elementi del paesaggio, ma personaggi veri e propri, con una presenza quasi teatrale.
Le tavole giocano con prospettive ampie e dinamiche che ricordano quasi le inquadrature di un film. Le chiome occupano le pagine, si aprono, si intrecciano e accompagnano il lettore sempre più dentro il bosco.

E c’è anche un piccolo regalo inatteso: mentre seguiamo Alex nel suo percorso, possiamo imparare a riconoscere alcuni degli alberi delle nostre foreste, osservandone forme e caratteristiche.
Il sorriso del gufo riesce a parlare di emozioni senza trasformarsi in una lezione sulle emozioni.
Ed è proprio qui, secondo me, che l’albo trova la sua forza.
Non ci viene semplicemente spiegato che cosa significa essere felici o arrabbiati. Ci viene chiesto di osservare. Di fermarci davanti a un volto. Di provare a capire. Di accettare che non sempre ciò che vediamo è immediatamente comprensibile.
E soprattutto ci ricorda che non tutti leggiamo il mondo nello stesso modo.
Per alcuni bambini un’espressione può essere chiarissima, per altri può essere un vero enigma. Il libro non presenta questa difficoltà come qualcosa da correggere in fretta, ma come un percorso che può essere affrontato con pazienza, accompagnamento e curiosità.
Anche il rapporto tra Alex e il Gufo è significativo: l’adulto, o comunque chi accompagna il bambino, non gli offre una scorciatoia. Gli sta accanto mentre lui scopre.

E alla fine della storia ci aspetta anche un finale enigmatico e inatteso, che lascia aperta una piccola porta alla riflessione e invita a tornare indietro con lo sguardo per rileggere ciò che abbiamo appena attraversato.
Perché è un albo che ci invita a guardare oltre la superficie.
Perché parla di emozioni, ma anche di diversità, di tempi personali e del diritto di ciascun bambino a trovare il proprio modo per comprendere ciò che lo circonda.
Perché la metafora della foresta è semplice e potentissima: ciò che per qualcuno è immediatamente leggibile, per qualcun altro può sembrare un intrico di sentieri da esplorare.
E perché, forse, ogni tanto anche noi adulti abbiamo bisogno di ricordarci che non basta guardare un volto per sapere davvero cosa sta vivendo la persona che abbiamo davanti.
A volte bisogna avere la pazienza di entrare nella foresta insieme. E magari, lungo il cammino, imparare a vedere qualche emozione in più.
Titolo: Il sorriso del gufo
Autori: Sante Bandirali e Enza Crivelli (testi) – Caterina Amicone (illustrazioni)
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Editore: uovonero – Collana I Geodi – sito internet: http://www.uovonero.com
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Anno di pubblicazione: 2026
Categoria: Albi illustrati
Età consigliata: Dai 6 anni
