E se, per una volta, fossero proprio i bambini a decidere di mettere in pausa il mondo degli adulti?

È quello che accade in Dove sono finiti i bambini?, il nuovo libro di Indrek Koff, illustrato da Elina Sildre e pubblicato in Italia da Camelozampa. Un libro che arriva dall’Estonia con una storia già pluripremiata nel Paese d’origine e capace di conquistare anche importanti riconoscimenti internazionali: è stato infatti selezionato tra i White Ravens 2022 e tra i 100 Amazing Books del Bologna Children’s Book Fair 2022.
Una fuga collettiva, un bosco, una città improvvisamente privata dei suoi abitanti più rumorosi e, soprattutto, un esercito di adulti completamente spaesati. Koff costruisce così una storia esilarante e surreale che, dietro il sorriso, ci mette davanti a una domanda tutt’altro che leggera: sappiamo davvero ascoltare i bambini?
In una cittadina apparentemente perfetta, dove tutti si salutano cordialmente e la vita scorre tranquilla, qualcosa improvvisamente non torna.

I bambini, stanchi di sentirsi dire continuamente cosa fare, cosa non fare, quando stare zitti e quando comportarsi bene, prendono una decisione sorprendente: scappano tutti insieme nel bosco.
E a quel punto succede qualcosa di ancora più sorprendente. La città dei grandi, senza bambini, perde completamente il suo senso.
Niente corse, niente risate, niente schiamazzi, niente giochi. Solo strade silenziose e adulti sempre più preoccupati.
Naturalmente i grandi non possono accettare una simile situazione e cominciano a escogitare ogni possibile strategia per riportare i piccoli a casa. C’è chi pensa alle minacce, chi alle promesse, chi alle caramelle e persino chi propone tempo illimitato davanti al computer. Il sindaco arriva addirittura a mobilitare l’esercito.
Ma niente sembra funzionare.
Perché i bambini non vogliono essere comprati, blanditi o spaventati. Vogliono semplicemente essere ascoltati.

Ed è proprio qui che la storia diventa molto più di una divertente fuga nel bosco.
La scelta narrativa di Indrek Koff è forse una delle caratteristiche più sorprendenti del libro: raccontare questa piccola rivoluzione infantile interamente attraverso i versi.
Non una rima utilizzata soltanto come espediente giocoso, ma una vera struttura narrativa, capace di dare alla storia ritmo, movimento e una forte componente teatrale.
Koff, scrittore, poeta, drammaturgo, traduttore ed editore estone, si è formato all’Università di Tartu in Lingua e letteratura francese e ha iniziato la sua attività letteraria proprio come traduttore. Nel corso della sua carriera ha portato in Estonia opere di autori come Michel Houellebecq, Emmanuel Carrère, Maurice Maeterlinck, Claude Lévi-Strauss, Paulo Coelho e Machado de Assis. La sua produzione spazia dalla letteratura per adulti a quella per l’infanzia e comprende anche diverse opere teatrali.
Qui la sua esperienza di autore teatrale sembra quasi prendere vita sulla pagina: brevi episodi, personaggi eccentrici, dialoghi impliciti e situazioni assurde si susseguono con una musicalità che invita naturalmente alla lettura ad alta voce.
E tradurre un libro del genere non è certamente un’impresa semplice.
La versione italiana nasce dal lavoro di Daniele Monticelli, professore di Semiotica e Studi della traduzione all’Università di Tallinn e traduttore dall’estone all’italiano, affiancato dall’adattamento poetico di Nicola Cinquetti.
Monticelli ha contribuito a far conoscere in Italia numerosi autori contemporanei estoni e svolge da anni un’intensa attività di mediazione culturale tra Italia ed Estonia, tanto da essere insignito dell’Ordine della Stella Bianca della Repubblica d’Estonia. Cinquetti, invece, è un autore e poeta molto noto nel panorama della letteratura per bambini e ragazzi. Ha pubblicato numerosi libri e nel 2020 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior autore.
Il risultato è una traduzione che non sembra semplicemente trasferire le parole da una lingua all’altra, ma cerca di conservare il ritmo, la vivacità e il piacere sonoro dell’originale.
E si sente.
Ho quasi esaurito le rime baciate,
vi prego, bambini, perché non tornate?
Uno degli aspetti che ho trovato più divertenti è il modo in cui l’autore osserva gli adulti. Li guarda dal basso verso l’alto, attraverso gli occhi dei bambini, e improvvisamente tutto ciò che normalmente consideriamo serio diventa un po’ ridicolo.
Ci sono genitori armati di spazzola e sapone alla ricerca di bambini da lavare, insegnanti animate dalle migliori intenzioni ma non sempre lucidissime, signori perennemente arrabbiati e autorità che reagiscono alla fuga dei piccoli come se dovessero affrontare un’emergenza nazionale.
È un mondo adulto caricaturale, buffo, a tratti surreale.
Ma proprio per questo incredibilmente riconoscibile.
Perché dietro ogni situazione comica c’è qualcosa che conosciamo bene: il bisogno degli adulti di organizzare, controllare, educare, correggere e, qualche volta, semplicemente decidere al posto dei bambini.

Koff non punta però il dito contro genitori, insegnanti o adulti in generale. Non c’è una morale urlata e non ci sono “buoni” e “cattivi”. C’è piuttosto un gioco di prospettive che ci invita a fare un passo indietro e a guardare il mondo con gli occhi di chi, troppo spesso, viene invitato a obbedire prima ancora di essere ascoltato.
A rendere ancora più irresistibile la storia arrivano Romeo e Giulietta, gli abitanti di Via del Gallo n. 6. Sono una coppia decisamente fuori dagli stereotipi: lei è una donna robusta, dolce e affettuosa, appassionata di sport e pesi; lui è un uomo esile e sorridente che ama lavorare all’uncinetto e a maglia. Una coppia libera di essere semplicemente se stessa.
Ed è proprio la loro normalità, così lontana dai ruoli prestabiliti, a diventare fondamentale per lo sviluppo della storia.
Le illustrazioni di Elina Sildre accompagnano perfettamente questo universo strampalato. Illustratrice e fumettista estone, Elina ha illustrato oltre cinquanta libri per l’infanzia e realizzato fumetti, illustrazioni per libri scolastici, antologie e activity book. Il suo lavoro ha ricevuto riconoscimenti in importanti concorsi dedicati all’editoria per bambini in Estonia.
Il suo stile fumettistico è immediato, ironico e pieno di carattere. Una palette ridotta a tre colori, giallo, azzurro e rosso, rende le tavole vivaci e riconoscibili, mentre pochi tratti sono sufficienti per raccontare la personalità dei tanti protagonisti.
Le immagini non si limitano quindi ad accompagnare il testo: contribuiscono a costruire quell’atmosfera un po’ folle e teatrale che rende la storia così piacevole.
Il finale, senza anticiparlo, porta con sé la risposta più importante di tutto il libro.
Non saranno le minacce, le promesse, i dolciumi, le strategie educative o le autorità a convincere i bambini. La soluzione arriverà attraverso qualcosa di molto più semplice: il piacere, il gioco, la libertà di stare insieme.
Perché, come ricorda la storia, “la vita è più bella, se c’è libertà.”
Ed è forse proprio questa la chiave di lettura più bella del libro.
“I bambini non si lasciano convincere dalle parole melliflue degli adulti, né sedurre dalle loro promesse, e non possono essere nemmeno corrotti. Restano straordinariamente coerenti nella loro decisione di non tornare, finché non emerge una vera ragione per farlo: un momento che nasce non da strategie o calcoli, ma dal piacere e dal divertimento”.
Dalla motivazione per la selezione White Ravens
Dove sono finiti i bambini? riesce in una cosa non così semplice: a far ridere e, nello stesso momento, a far riflettere.
È un libro che parla ai bambini perché riconosce il loro bisogno di libertà, gioco e ascolto, ma parla moltissimo anche agli adulti.
E forse qualche adulto, dopo averlo letto, potrebbe guardare con occhi diversi quella frase che pronuncia almeno una volta al giorno: “Adesso basta”.
Perché educare non significa soltanto stabilire regole. Significa anche imparare ad ascoltare, lasciare spazio, accettare che un bambino abbia un punto di vista diverso dal nostro e, soprattutto, ricordarsi che giocare non è una perdita di tempo.
È un modo di stare al mondo.
Una lettura perfetta da condividere ad alta voce, proprio perché il ritmo e le rime rendono la storia quasi uno spettacolo da mettere in scena insieme. E credo che sia questo uno dei suoi regali più belli: mentre i bambini si divertono a vedere gli adulti completamente nei guai, noi grandi possiamo approfittarne per fare un piccolo esame di coscienza.
Magari sorridendo.
E ascoltando un po’ di più.
Titolo: Dove sono finiti i bambini?
Autori: Indrek Koff (testi) – Elina Sildre (illustrazioni) – Daniele Monticelli (traduzione) – Nicola Cinquetti (traduzione poetica)
https://www.instagram.com/elinasildre/
Editore: Camelozampa – I Pelucchi – sito internet: https://www.camelozampa.com/
https://www.instagram.com/camelozampa/ – https://www.facebook.com/camelozampa
Anno di pubblicazione: 2026
Categoria: Albi illustrati
Età consigliata: Dai 6 anni
Edizione ad alta leggibilità con il font EasyReading®
Questo titolo fa parte del progetto Reading Diversity, co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione europea. Per scoprire di più sul progetto: http://www.camelozampa.com/reading-diversity.
🏆 White Ravens
🏆 Bologna Ragazzi Award, 100 amazing books

