Non avevo dipinto la salamandra: avevo dipinto il modo in cui la guardavo. Forse era questo il mio segreto: non prendere il mondo, ma inseguirlo finché lasciava un lampo negli occhi.

IN LIBRERIA DAL 20 FEBBRAIO 2026
C’è un tempo, nel cuore del Rinascimento, in cui una bambina osserva il mondo con occhi così attenti da farlo tremare. Non è la più famosa della famiglia, non è quella che entrerà nei manuali di storia dell’arte. Eppure è lei, con la sua curiosità ostinata, a diventare il centro di questo romanzo luminoso e delicato, novità in casa uovonero.
Con Salamandra, Guido Quarzo riporta alla vita l’infanzia di Europa Anguissola e ci consegna una protagonista che sembra parlare direttamente ai lettori di oggi.
Siamo a Cremona, nel 1556. In una casa aristocratica cresce Europa Anguissola, la più piccola delle figlie della famiglia. Attorno a lei il fermento del Rinascimento: botteghe, maestri esigenti, volumi preziosi e talvolta proibiti. Ma soprattutto, un padre che incoraggia le figlie a studiare arte e pittura non come passatempo, bensì come possibilità concreta.
Europa osserva, ascolta, si fa domande. Non accetta le risposte già pronte. Vuole vedere con i propri occhi, capire con la propria testa. Ed è proprio nel bosco che accade qualcosa di decisivo.
«Europa si accorse di una curiosa macchia su una pietra piatta vicino all’acqua. Si avvicinò carponi alla pietra, piano piano. Era una macchia gialla e nera, lucida, con una forma allungata che faceva pensare a un serpente. Quando fu più vicina capì che stava osservando l’animale più strano che avesse mai incontrato.»
L’incontro con la salamandra diventa per lei una soglia: tra scienza e leggenda, tra realtà e immaginazione. La creatura si trasforma in simbolo, compagna segreta, alter ego. Europa la disegna, la reinventa, la custodisce. Un giorno si dipinge il viso di giallo e nero e sceglie per sé un nome nuovo: Salamandra.
Intorno a lei, la fantasia è alimentata anche dai racconti della domestica Cornelia: draghi, folletti, presenze misteriose. In una piccola nicchia in cucina, rifugio condiviso con il gatto Artù, Europa si ritaglia uno spazio tutto suo, dove il pensiero può correre libero. E qui nasce una domanda che attraversa il romanzo come un filo sotterraneo:
Era possibile che lei vedesse e sentisse cose che gli altri non vedevano e non sentivano? Ebbene, se fosse stato così, quelle cose erano meno vere solo perché per gli altri non esistevano?
La relazione con la sorella maggiore Sofonisba è uno dei cuori più intensi della storia. Sofonisba dipinge, prepara pigmenti, studia volti e mani. Europa la guarda, impara, sogna. E tra loro si apre una riflessione potente sul senso dell’arte:
«Sì, mi hai fatto venire in mente una strana idea, sai? Che la pittura somiglia in qualche modo alla tua salamandra. È destinata a non morire. Muoiono i pittori, la pittura no».
«Pensavo che la pittura e i pittori fossero la stessa cosa».
«Io credo» disse Sofonisba «che noi ci consumiamo nel fuoco, ma in questo fuoco le nostre opere, le nostre opere meritevoli, non bruciano e si salvano nel tempo come succede alla salamandra, forse perché contengono una parte di verità».

L’arte, allora, diventa una forma di resistenza al tempo. Un modo per trattenere i volti, per attraversare la morte, per custodire la memoria.
Il romanzo prende avvio idealmente da un’opera reale: “La partita a scacchi” oggi conservata al Museo Nazionale di Poznan, in Polonia. In quel dipinto compaiono Europa e le sue sorelle. Da quell’immagine, Guido Quarzo immagina un’infanzia fatta di domande, timori, slanci e desiderio di libertà.

L’autore, tra i più noti autori italiani per bambini e ragazzi, costruisce un romanzo storico tenero e brillante, capace di parlare del passato senza mai suonare distante. Con delicatezza e poesia racconta il passaggio dall’infanzia all’età adulta, il rapporto con la natura, il mistero della vita e della morte e il bisogno di affermare il proprio sguardo come primo atto di autonomia.
E mentre sullo sfondo si staglia la figura reale di Sofonisba Anguissola, pittrice celebre nelle corti italiane ed europee, è Europa a guidarci: una bambina del Cinquecento che, come dice l’autore,
«È la storia di una bambina del 1500, probabilmente non molto diversa dalle bambine di oggi».
Salamandra ricorda a chi legge, bambini e adulti, che la curiosità non è un capriccio ma un diritto. Che immaginare è un modo per conoscere. E che lo sguardo personale, anche quando sembra fuori posto, è spesso l’inizio di una piccola rivoluzione. È un libro che parla di arte, sì, ma soprattutto di libertà interiore.
Titolo: Salamandra
Autori: Guido Quarzo (testi) – Peppo Bianchessi (illustrazione di copertina)
https://www.instagram.com/guidoquarzo/ – https://www.instagram.com/peppo.bianchessi/
Editore: uovonero – Collana I Geodi – sito internet: http://www.uovonero.com
https://www.facebook.com/@uovoneroedizioni – https://www.instagram.com/uovoneroedizioni/
Anno di pubblicazione: 2026
Categoria: Narrativa storica
Età consigliata: Dai 10 anni
Edizione ad altà leggibilità

