Parole e disegni dal Grande Negozio Temperia

Ho avuto il piacere di incontrare Luca Cognolato e Marco Paschetta lo scorso anno alla manifestazione Autori in città di Padova. Non solo due professionisti straordinari, ma anche persone disponibilissime e gentili: ricordo ancora la dedica speciale che mi hanno fatto sul loro libro L’uomo che vendeva il tempo, accompagnata da un bellissimo disegno che custodisco con affetto.

Luca Cognolato
è uno scrittore che da anni si dedica con passione alla letteratura per ragazzi, con libri tradotti in più lingue e premiati a livello nazionale e internazionale. Le sue storie, ironiche e profonde, spaziano dal realistico al fantastico e conquistano i giovani lettori con uno stile diretto e coinvolgente. Accanto alla scrittura, porta avanti incontri e laboratori nelle scuole per trasmettere l’amore per le storie e la lettura. È anche docente e collabora con altri autori e illustratori, dando vita a progetti che intrecciano parole e immagini in modo originale.

Marco Paschetta è un illustratore autodidatta dallo stile poetico e inconfondibile, capace di fondere dettagli minuziosi e atmosfere suggestive. I suoi lavori sono stati selezionati in importanti mostre internazionali, tra cui Le immagini della fantasia di Sàrmede e L’oeil du monde a Nantes. Finalista al Premio Andersen con il fumetto Pistillo, affianca al lavoro editoriale l’attività di docente alla Scuola Internazionale di Comics di Torino e conduce laboratori di illustrazione e fumetto per bambini e ragazzi.

Insieme, hanno creato un libro che invita grandi e piccoli a riflettere sul valore del tempo e sulla sua magia.

E per scoprire qualcosa in più su di loro, ecco una chiacchierata a due voci, leggera e divertente, che li vede rispondere “a specchio” alle stesse domande: parole e disegni si intrecciano proprio come nel loro libro.

Luca: Sogno, interrotto, blu, visitatore, altrove.

Marco: Curioso, camminatore, ansioso, che sperimenta, timido.

Luca: Un’ora al giorno per andare al mare a nuotare dove c’è poca gente.

Marco: Se potessi chiedere un po’ di tempo desidererei ricevere tanti piccoli sacchettini azzurri.
Li vorrei per trascorrerne un po’ di più insieme ai miei due nipoti, Gaia e Michele.

Luca: un cane, che chiede di restare fuori altri dieci minuti.

Marco: Forse metterei in fila anche un animale. Un cane o un gatto.
So così poco della loro percezione del tempo ma immagino sia qualcosa che, a loro modo,
sperimentano. Chissà a cosa potrebbero servirgli, i sacchettini di tempo!

Luca: nella mia scrittura ci sono sempre almeno due momenti: nel primo scrivo di getto, con gioia e con la curiosità pressante di scoprire dove va a finire la storia, cosa succede ai personaggi, che sorprese incontreranno e incontrerò. Nel secondo momento invece riscrivo, eseguo dei tagli dolorosi, riscrivo ancora, modifico, correggo, rifinisco, mi faccio tante domande, divento triste, penso molto e, dopo l’ultima riscrittura, passo ad altro. Soddisfatto, quasi sempre.

Marco: Forse mi sento un po’ come una mescolanza dei due clienti.
Ambisco ad “abitare” il più possibile ogni immagine che realizzo.
Quindi l’idea di curare le illustrazioni e di dedicare loro il massimo dell’attenzione è per me forse il più grande degli intenti. Questo desiderio è però messo a dura prova dal tetris di impegni e dalle scadenze a cui spesso i lavori sono soggetti.
Per questa ragione è come se vivessi, almeno in parte, un desiderio di “accelerare”.
Arriva come un’onda ma per fortuna, poi passa!

Luca: Mi hanno chiesto se i sacchettini di Vettore hanno una data di scadenza. “Se prendo oggi del tempo, posso tenerlo e usarlo quando sarò grande?”.

Marco: Durante i laboratori che ho avuto modo di realizzare, alcuni vissuti anche insieme a Luca Cognolato, l’effetto spiazzante è arrivato di frequente.
I bambini e le bambine hanno uno sguardo che si proietta ben al di là del recinto nel quale è confinato il nostro.
In questo momento però non ricordo con esattezza un commento o una frase specifica ma ho la
netta sensazione di essere stato stupito più e più volte.

Luca: Una meridiana. Ogni giorno il tempo della vita ritorna. O almeno lo ha sempre fatto, finora : )

Marco: Forse sceglierei una meridiana.
Come quelle che si trovano ancora dipinte sui muri delle vecchie cascine o baite di montagna.
Mi hanno sempre affascinato perché mettono in relazione la vita umana terrena che scorre e il passaggio nel cielo della nostra stella, il Sole.
Mi sembra essere uno strumento che parla di un tempo ancestrale e che propone anche un certo
modo di guardare al tempo.
Comunica una sorta di esattezza “inesatta”, distante dalla precisione millimetrica dei nostri giorni e che forse mi farebbe bene tenere un po’ più in considerazione (se si potesse!).
Inoltre ho sempre provato una forte fascinazione per i moti solari che spesso sono associati alle meridiane.
Sembrano preghiere laiche sbiadite dalla luce del Sole e trovo esercitino su di me un effetto calmante.

Luca: Entrambe le cose. È proprio perché avrei immaginato diversamente una scena, che rimango stupito e ammirato dal lavoro di Marco. Trovo che scambiarsi idee, impressioni, suggerimenti sia stato arricchente.

Marco: Io ho lavorato al testo di Luca Cognolato nella sua veste pressochè definitiva.
Le immagini sono arrivate in un secondo momento, rispetto alle parole.
Credo quindi sia stato Luca a stupirsi o a porsi domande rispetto ad alcune (o tutte!) scelte grafiche che ho adottato.
Sarò curioso di leggere le sue impressioni!

Luca: Il Luca bambino oggi commenterebbe: “Te l’avevo detto, quindi impara da questo” e per il futuro: “smettila di essere così pessimista!”.

Marco: Se penso al mio “io bambino” credo che sarebbe felice (e forse sorriderebbe) nel sapere che una grande passione come il disegno e il raccontare storie con le immagini non è volata via nel corso del tempo ma ha continuato ad occupare spazio e tempo anche nei giorni da adulto.
Questa fortuna però non la considero come un traguardo raggiunto: piuttosto è qualcosa che
continua ad accadere e a cambiare, giorno dopo giorno.
Non è una X sul calendario che segna indelebilmente un prima e un dopo.
Il mio “me di domani” quindi non può che augurarsi di provare sempre piacere, gratitudine e di
riconoscere il sostegno che il disegno mi offre anche nei momenti meno luminosi.
Metaforicamente è forse un po’ come avere un fiammifero tra le mani e cercare, in modo più o
meno impacciato, di non lasciarlo spegnere.
Mai.

Con questa doppia intervista abbiamo potuto conoscere meglio sia Luca che Marco, due voci diverse ma perfettamente armoniche, proprio come le parole e le immagini che compongono L’uomo che vendeva il tempo.

Forse non potremo mai entrare davvero nel Grande Negozio Temperia, ma possiamo sempre scegliere di regalare minuti e ore a chi amiamo, ai nostri sogni e a ciò che ci fa stare bene.

E voi, se foste clienti, cosa chiedereste a Vettore?


Ringraziamo Luca Cognolato e vi invitiamo a seguirlo visitando:
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Ringraziamo Marco Paschetta e vi invitiamo a seguirlo visitando il suo sito: https://marcopaschetta.com/
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Ringraziamo Terre di Mezzo Editore
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Leggi la nostra recensione del libro “L’uomo che vendeva il tempo” qui: https://sunflowersroad.com/luomo-che-vendeva-il-tempo/


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