In questo libro incontrerai una bambina capace di stupire…

IN LIBRERIA DALL’8 MAGGIO 2026
Ci sono storie che non fanno rumore, ma sanno farsi ascoltare con una forza gentile. La musica del mio picchio, pubblicato da Telos Edizioni, arriva in libreria come una piccola meraviglia capace di raccontare l’infanzia da una prospettiva inaspettata, dove l’immaginazione diventa il vero modo di vedere il mondo.
Non è la vista a guidare questa storia, ma qualcosa di molto più profondo: la capacità di sentire, immaginare, creare legami invisibili. La protagonista è una bambina amatissima, dotata di una sensibilità rara, che attraversa la quotidianità trasformandola in un territorio ricco di sorprese.
Non vede con gli occhi, è vero. Ma vede altrove, e forse anche meglio. Basta sfiorare le zanne di un elefante al museo perché quell’animale prenda vita dentro di lei: la accompagna mentre gioca, mentre riordina, mentre si prepara a dormire. Diventa presenza, compagno, pensiero che si allunga fino al cielo.


Accanto a questo elefante invisibile, il suo mondo si popola di incontri straordinari: un bastone che chiama Zanfretta e che aiuta il nonno a camminare e che ha salvato entrambi da un incidente durante un’avventurosa passeggiata; Pavel, un amico con cui inventare linguaggi segreti fatti di puntini da toccare, una balena che compare nella neve come un invito alla relazione. Ogni elemento è attraversato da un filo sottile che unisce esperienza e immaginazione, senza mai separarle davvero.

L’autrice è Anna Anisimova, russa, attenta ai temi dell’infanzia e dell’inclusione, qui alla sua prima pubblicazione in Italia, con quest’albo costruisce una voce narrativa autentica e luminosa. Dopo il successo internazionale di uno dei racconti qui raccolti, selezionato da Ibby International, torna a esplorare questo universo con delicatezza e profondità, componendo un libro che è insieme racconto e possibilità.
“Ognuno di noi ha caratteristiche e abilità uniche. Se riusciamo a capire chi è diverso da noi, non avremo paura di parlargli e non perderemo la possibilità di essere amici. Non è forse questa la bellezza del mondo?”
E ancora, parlando della sua protagonista:
“Ogni volta che ho letto ‘L’elefante invisibile’ a dei giovani lettori, ho chiesto loro: ‘Che tipo di bambina è questa?’. E loro hanno risposto che era una grande sognatrice, che amava giocare, che voleva bene alla mamma e al papà, che era curiosa e voleva sapere tutto sull’elefante. Molto raramente i bambini hanno intuito subito che la mia eroina fosse cieca. […] Vedere un’altra persona in questo modo, captare la sua essenza e non guardare l’esteriorità, significa conoscerla. E la conoscenza libera dalle paure e dagli stereotipi.”
Il cuore del libro è proprio qui: non nella cecità, ma nell’infanzia. Nel modo in cui si scopre il mondo, nel sostegno familiare che incoraggia autonomia e fiducia, nella libertà di costruire un proprio linguaggio per stare nelle cose.
La traduzione di Tatiana Pepe restituisce con attenzione tutta la musicalità del testo, lavorando su suoni, ritmi e parole sensoriali:
“La piccola protagonista è cieca, eppure ho imparato a vedere così tanto insieme a lei, perché ho dovuto affinare, nella mia traduzione, l’uso di ogni senso. La sfida maggiore è stata quella di rendere la sonorità del libro: l’autrice utilizza molte onomatopee e parole sonore e il lavoro per ricreare in italiano quelle corrispondenze è stato bello e impegnativo.”
E infatti il libro si ascolta, si tocca, si annusa: passi che fanno Toc-Toc-Toc, superfici che cambiano sotto le dita, profumi che raccontano le persone. È una lettura che coinvolge tutto il corpo.
Le illustrazioni di Yulia Sidneva, artista dal tratto morbido e poetico, accompagnano questo viaggio giocando tra visibile e invisibile. Il giallo attraversa le pagine come una luce interiore, simbolo di energia e immaginazione:
“In questo racconto il giallo è sempre presente e identifica la protagonista. Luminoso, dinamico e vitale, il giallo è come un faro, un promemoria che anche se il sole, il movimento e il colore non possono essere visti con gli occhi, possono certamente essere trovati dentro di noi e in coloro che ci sono vicini.”
Dal punto di vista editoriale, il volume è pensato con grande attenzione all’accessibilità: include un audiolibro scaricabile tramite QR code, realizzato con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, e una sezione pratica per accompagnare i lettori nella comprensione della disabilità visiva.
Questo libro non insegna a vedere meglio: insegna a guardare diversamente. È un invito potente a spostare lo sguardo dall’apparenza all’essenza, a riconoscere nell’altro una possibilità e non una distanza. È una storia che apre, che accoglie, che cambia il modo in cui pensiamo alla diversità, trasformandola in una forma di ricchezza condivisa.

Titolo: La musica del mio picchio
Autori: Anna Anisimova (testi) – Yulia Sidneva (illustrazioni) – Tatiana Pepe (traduzione)
Teresa Porcella (direzione editoriale) – Ignazio Fulghesu (grafica)
https://www.instagram.com/sidneva_yulia/
https://www.facebook.com/tatiana.pepe.52
https://www.facebook.com/teresa.porcella – https://www.instagram.com/teresa.porcella/
https://www.facebook.com/topoignatz – https://www.instagram.com/ignaziofulghesu/
Editore: Telos Edizioni – sito internet: https://telosedizioni.it/
https://www.facebook.com/telosedizioni – https://www.instagram.com/telos_edizioni/
Anno di pubblicazione: 2026
Categoria: Albi illustrati
Età consigliata: Dai 7 anni
QR code con audiolibro realizzato da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Toscana – https://www.facebook.com/uictoscana

