Elos


Elos aveva visto.
Per questo viveva solo.


Ci sono storie che non spiegano tutto. Storie che si muovono tra silenzi, neve e pensieri aggrovigliati.
Elos è una di queste: un albo che non si limita a raccontare, ma invita a sostare, ad ascoltare, a sentire, una novità di edizioni corsare.

Tra le cime innevate di un paesaggio sospeso nel tempo, vive Elos. Vive solo, lontano da tutto e da tutti.

Non sappiamo cosa sia accaduto, ma qualcosa si è spezzato dentro di lui, creando un nodo che lo tiene fermo, distante dal mondo.

Eppure, anche nella solitudine più fitta, qualcosa resiste.
Ogni giorno arrivano Anokè, presenza lieve e misteriosa, e Saino, un cane irruente e vitale che “tucchetta” ovunque con la sua energia. Sono loro a portare movimento, calore, possibilità.

Quando un giorno Anokè propone di uscire, di affrontare insieme il bianco della neve, accade qualcosa di impercettibile ma decisivo: durante quella camminata, i nodi iniziano lentamente ad allentarsi. Il gelo non è più solo gelo, e il cuore di Elos torna a scaldarsi.

Ambientato in un dopoguerra appena accennato, questo albo racconta un dolore che non ha tempo. Il ritiro di Elos ricorda da vicino quello di tanti ragazzi e ragazze di oggi, che si chiudono in un isolamento difficile da spiegare e spesso ancora più difficile da vedere davvero.

Il testo di Federica Ortolan, autrice attenta alla dimensione poetica e simbolica della narrazione, costruisce una scrittura che vibra tra prosa e poesia. Dedicato a Mario Rigoni Stern, suo maestro ideale, il racconto si muove su un confine delicato, dove le parole diventano suono, ritmo, materia viva.

“Sfoglierete, troverete una narrazione che si fa poesia, e poi torna indietro alla narrazione, su un crinale delicato e sapiente di colori alternati, come un bosco in autunno, che qui è ancora verde, ma lì già vira al giallo e al rosso.”

Paolo Malaguti

Accanto al testo, le tavole di Gianluca Garofalo, illustratore capace di costruire atmosfere dense e immersive, amplificano il senso della storia: il bianco immobile della neve si scontra con il rosso vivo dei personaggi, creando un contrasto visivo potente, quasi emotivo.

Il mondo naturale si fonde con quello interiore: rami, foglie, pellicce, vento. Tutto sembra partecipare al viaggio di Elos. Le immagini non illustrano soltanto, ma aprono nuove possibilità di lettura, lasciando spazio all’immaginazione.

“Io non dico tutto, tu non dici tutto, e nei rispettivi silenzi chi ci leggerà e ci osserverà troverà nuovi messaggi, che noi due da soli non potevamo nemmeno immaginare.”

Paolo Malaguti

Le parole si piegano, si inventano, si trasformano: Elos si “incarpinisce”, Anokè “maggiociondola”, Saino “tucchetta”. È un linguaggio che sorprende e avvolge, capace di restituire il caos e la bellezza dei pensieri.

Anche i nomi raccontano: Elos come durezza o immobilità, Anokè come sollievo, Saino come gioia che si muove. Piccoli indizi che arricchiscono una lettura già stratificata.

Elos è un libro da attraversare con lentezza.
Perché parla di solitudine senza giudicarla, e di ritorno senza forzarlo.

È una storia che può aprire dialoghi veri con ragazze e ragazzi, soprattutto su quei silenzi che spesso non trovano parole.
Ma è anche un albo per adulti, per chi sa riconoscere quei momenti in cui si resta fermi, in attesa che qualcosa, o qualcuno, ci aiuti a rimetterci in cammino.


Titolo: Elos
Autori: Federica Ortolan (testi) – Gianluca Garofalo (illustrazioni)
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Editore: edizioni corsare – sito internet: https://www.edizionicorsare.it/
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Anno di pubblicazione: 2026
Categoria: Albi illustrati
Età consigliata: Dai 9 anni


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